Franco Franceschini, Il paziente stomizzato. Problemi di assistenza e riabilitazione, Utet, 1993

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L'autore è il responsabile del Centro di Riabilitazione Stomizzati dell'Ospedale S.M. Annunziata di Firenze.
Il testo in oggetto si occupa della cura e dell'assistenza dei pazienti portatori di stomia, principalmente enterostomia e urostomia.

Si tratta di un gruppo di pazienti relativamente numeroso, che spesso l'infermiere incontra nello svolgimento della sua attività, qualunque sia l'ambito assistenziale in cui esercita la sua opera.

Questo volume si prefigge appunto lo scopo di rendere l'assistenza infermieristica erogata a questa tipologia di paziente sempre più aggiornata ed efficace.

La trattazione si sviluppa attraverso 10 capitoli per complessive 171 pagine e prende in considerazione le faringostomie e le esofagostomie; le gastrostomie e le digiunostomie; le enterostomie (ileostomie, colostomie) e le cosiddette derivazioni urinarie o urostomie.
Molte sono le informazioni fornite sulla preparazione del paziente all'intervento che condurrà al confezionamento di una stomia; sulle varie procedure chirurgiche, sulle possibili complicanze spesso esito di errori durante l'intervento e sulle correzioni da apportare.

Curata, naturalmente, la parte propriamente dedicata al nursing con indicazioni particolareggiate su come fornire un'assistenza ottimale e come guidare il paziente all'autonomia e a una migliore qualità della vita. L'autore, a questo proposito, cita statistiche che indicano nel 90% il numero di pazienti stomizzati che, traendo beneficio da un programma riabilitativo, ritornano a una vita pressoché normale contro il 19% di pazienti non riabilitati.

I cardini dell'intervento assistenziale e riabilitativo vengono identificati in una corretta informazione volta a stimolare la partecipazione attiva del paziente, nell'irrigazione della stomia (nel caso di colostomia) volta al raggiungimento della continenza, in una dieta corretta e bilanciata.
L'irrigazione è una manovra relativamente semplice, che il paziente imparerà a svolgere in autonomia, che consiste nell'introduzione di acqua a 37° nell'intestino attraverso lo stoma, per ottenere un'evacuazione controllata. Questa manovra non è indicata nel caso di ileostomia o ciecostomia

Essenziale sarà pure l'organizzazione di Centri di riabilitazione enterostomale, cui si dedica uno specifico capitolo e cui si fa riferimento in molte pagine del volume.
Due sono le figure fondamentali: un chirurgo reponsabile e un infermiere professionale enterostomista, che si occupa di assistenza diretta , ma anche di formazione dello staff infermieristico. Possibilmente i centri (ne esistono già più di cento) andrebbero collocati all'interno di un ospedale ben attrezzato, dove sia possibile lavorare in sinergia con altri importanti servizi diagnostici e terapeutici.
Accanto al chirurgo e all'infermiere, spesso è basilare la consulenza dello psicologo e dell'assistente sociale.

Completano l'interessante trattazione capitoli dedicati alle stomie in età pediatrica, agli aspetti legislativi del problema "stomia" e ai presidi per gli stomizzati.

* Per notizie più aggiornate consultare il sito dell'AISTOM, associazione che ha collaborato alla stesura di questo volume e alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica sul problema.

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Pagina aggiornata il 30.09.01
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