Di solida cultura umanistica, la Forrester
dichiara di occuparsi di economia perché costretta
dai cambiamenti epocali introdotti dalla globalizzazione.
Prima dei contestatori di Seattle, l'autrice francese
lancia in questo libro una requisitoria contro
l'attuale, trionfante organizzazione economica. E' un
atto di accusa, il suo, contro il capitalismo
vincente, che condiziona le nostre vite rendendole
precarie, incerte, angosciose, qualitativamente
mediocri.
Ai trionfalismi degli economisti, la Forrester oppone
la desolazione del lavoratore, gravato dalla
disoccupazione o dal timore della stessa, umiliato,
sottopagato, disprezzato, costretto a cambiare
continuamente lavoro se vuol sopravvivere. Tutto,
anche la formazione umana dei giovani è ormai
finalizzata alla produzione. Il principio di
prestazione domina ovunque.
I giornali vendono bugie patinate; chi non ce la fa o
non si uniforma viene colpevolizzato.
L'economia, e non la bellezza, o il tempo libero, o
l'arte, o l'introspezione, domina la nostra esistenza,
facendoci sentire perennemente inadeguati.
Le tesi esposte dalla Forrester contengono, a mio
avviso, delle esagerazioni. Tuttavia, libri come
questo hanno il pregio di invitarci ad un
atteggiamento critico e dialettico quanto mai
salutare in questi tempi di conformismo nei
confronti del cosiddetto pensiero unico,
quello che afferma costituire un beneficio per tutti
la mondializzazione e il liberismo sfrenato.
ordina
I
libri di Viviane Forrester