"La
cosiddetta convivenza ideale è una menzogna e poiché la cosiddetta
convivenza ideale non esiste, nessuno ha il diritto di pretenderla;
contrarre un matrimonio, come stringere un'amicizia, vuol dire
decidere di sopportare in piena consapevolezza una situazione di
doppia disperazione e di doppio esilio, vuol dire passare dall'antinferno
della solitudine all'inferno della vita in comune".
Konrad, rampollo di una famiglia
agiata, si ritira
con la moglie, un'invalida costretta sulla sedia a rotelle, in un
edificio isolato e sinistro, una
fornace, per scrivere un saggio fondamentale sull'udito. Qualcosa di
grandioso che nelle intenzioni del protagonista dovrà fare epoca.
Malgrado l'amore apparente, il rapporto fra i due coniugi ben presto
si usura al punto che ormai non si rinfacciano più nulla. La
comunicazione si è ridotta allo scambio delle frasi più semplici. Lui
è angosciato e iroso perché non riesce a mettere per iscritto la sua
opera fondamentale, anche se nella sua testa si affastella una
ricca messe di informazioni e di idee. Lei dipende completamente da lui
nell'espletamento delle più banali attività quotidiane e ne
approfitta per ostacolare subdolamente il progetto intellettuale del
marito. Sminuisce l'uomo perché è incapace di comprenderlo e per
portarlo dalla sua parte, per convertirlo ad un diverso stile di vita,
più consono alle proprie aspirazioni.
L'incomunicabilità e l'incomprensione sono tuttavia reciproche. Ormai la loro quotidianità di frasi fatte non nasconde che l'odio, l'incompatibilità assoluta, l'irriducibilità del principio
maschile a quello femminile.
Esasperato, Konrad uccide la moglie sparandogli uno o più colpi di
fucile.
Pubblicato nel 1970, La fornace (Das Kalkwerk) dimostra
come la convivenza fra un uomo e una donna sia destinata a trasformarsi
in una catastrofe. Una storia coniugale sconvolgente, maturata in uno
scenario claustrofobico, eppure così banale e comune nei suoi
meccanismi.
Attraverso gli sproloqui di Konrad, una specie di genio folle, un irregolare
megalomane pieno di fissazioni, stranezze ed esagerazioni, ma con un
grande talento per le scienze naturali, Bernhard conduce dolorosamente
il lettore ancora una volta oltre l'aspetto fenomenico, esteriore, delle
cose fino al riconoscimento della loro essenza.
I
libri di Thomas Bernhard