Luigi Pirandello, L'esclusa, Garzanti, 2002

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copertina"Vedeva intanto la madre e la sorella ritornate alle abitudini, alla calma di una volta, alla vita semplice e tranquilla di prima; e maggiormente, per forza di contrasto, sentiva penetrarsi dal convincimento che lei sola era l'esclusa, lei sola non avrebbe più ritrovato il suo posto, checché facesse; per lei sola non sarebbe più ritornata la vita d'un tempo".

A proposito de L'esclusa, Pirandello scriverà nel 1907: "per la prima volta (ora sono circa quattordici anni) io mi provai nell'arte narrativa". Si tratta dunque del primo romanzo composto dallo scrittore siciliano.
L'esclusa venne pubblicato dapprima a puntate, nel 1901, nell'appendice del quotidiano romano "La Tribuna". Successivamente un'edizione riveduta venne stampata dai Fratelli Treves di Milano nel 1908. Una nuova ristampa, riveduta, corretta e definitiva dell'opera, venne pubblicata nel 1927, presso l'editore Bemporad di Firenze.

Eccone riassunto l'intreccio. Di famiglia abbiente, Rocco Pentàgora sposa Marta Ajala, figlia del proprietario di una conceria. Rocco scopre che Marta intrattiene uno scambio epistolare con l'avvocato Gregorio Alvignani e giunge all'erronea convinzione che la moglie lo tradisca. Per tale motivo la ripudia, rinforzato nella propria decisione dal padre che, quasi per consolarlo, lo assicura che le corna sono una tradizione, uno "stemma di famiglia", di cui non angosciarsi troppo.

Marta fa ritorno alla casa paterna, dove il suo rientro getta i genitori e la sorella Maria nella disperazione. In particolar modo il padre, Francesco Ajala, si rifugia in uno sdegnato isolamento, si rinchiude in una stanza e rifiuta di vedere la figlia. Il dolore lo stroncherà, il giorno stesso in cui Marta, dopo atroci sofferenze, partorisce un neonato morto. 

Per Marta, la sorella Maria e la mamma Agata si preparano tempi difficili. Lo scandalo del matrimonio fallito procurerà loro l'ostilità del paese e la morte del padre ridurrà le tre donne sul lastrico economico.

Marta trova la forza per reagire. Consegue il diploma di maestra e vince il concorso per insegnare nel collegio del paese. Ma tutti le sono ostili, le muovono guerra, anche i notabili del paese, trovando inaccettabile che una donna "perduta" educhi delle bambine. Il giudizio di condanna della gente ha la meglio sull'ingegno e la volontà di lavorare della donna, cui viene sottratto l'impiego da un'altra candidata meno preparata.
L'unica solidarietà verrà alla famiglia Ajala da Anna Veronica, un'altra donna "perduta" a causa di sfortunate vicende sentimentali. Tra le donne di casa Ajala e Anna Veronica si realizza una solidarietà fra oppressi ed esclusi.

Intenerito dalle condizioni di Marta e sdegnato per l'ingiustizia che le tocca subire, un giorno il professor Blandino decide di intercedere presso l'Alvignani, ora diventato deputato. Marta ottiene così un posto di insegnante a Palermo che le permette di mantenere dignitosamente tutta la famiglia. Apprezzata professionalmente e corteggiata dai colleghi maschi, nel fondo dell'anima di Marta permangono tuttavia l'inquietudine e l'infelicità. Anche Alvignani si sente stanco a causa del  superlavoro cui lo costringe la carriera di deputato, annoiato dalle beghe della politica e insoddisfatto dalla vita che conduce. I due si incontrano e Marta cede all'uomo, in preda a dubbi e sensi di colpa e, per di più, senza esserne innamorata.

Intanto Rocco, ammalatosi di tifo e indebolito dalla malattia, sente nostalgia della moglie, vuole chiederle perdono e riprenderla con sé. Ma è troppo tardi: Marta è incinta dell'Alvignani e per il marito prova disgusto. I due si ritrovano al capezzale della mamma morente di Rocco, Fana, anche lei un'esclusa. Mentre Rocco piange la perdita della madre e della moglie, Marta, nauseata, schiacciata, senza via di fuga, concepisce il proposito di suicidarsi e di dare in moglie all'ex marito la sorella Maria, affinché lui la protegga e sostenga lei e mamma Agata.

Romanzo protofemminista, scritto nel solco della tradizione della scuola naturalista, L'esclusa ci parla del difficile ruolo della donna nella nostra società, sottoposta al potere soffocante del conformismo maschile. Marta è superiore moralmente e intellettualmente al marito, nutre ambizioni filosofiche e letterarie, ma quando tenta di emanciparsi e di riscattarsi continua a subire l'ostracismo della società. 
Pirandello ci offre un'indagine attendibile sulla psicologia femminile e sulla fisiologia del matrimonio. 
L'elemento filosofico del romanzo può essere rintracciato nel conflitto tra essere e apparire, fra vita e forma, e nell'assurdità, nel paradosso e nell'irrazionalità delle norme morali che regolano il funzionamento di una comunità: Marta viene condannata quando non ha fatto niente di male, mentre viene riammessa e onorata quando consuma realmente l'adulterio.

L'impianto del romanzo è tradizionale, con un narratore esterno e "onnisciente", che tutto conosce dei suoi personaggi. Lo scandaglio delle psicologie è affidato all'uso intensivo del discorso indiretto libero. I dialoghi frequenti e vivaci e i serrati soliloqui richiamano il teatro, e caratterizzano un testo che sembra poter essere facilmente adattato per le scene.

Ritenuto dalla critica un romanzo freddo e disadorno, a me L'esclusa è un libro che è piaciuto. L'umorismo e la commozione si alternano in pagine in cui Pirandello sa tratteggiare una singolare varietà di caratteri e restituirci la complessità della vita.

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Pagina aggiornata il 13.11.07
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