Molti
intellettuali non sanno resistere alle sirene delle idee totalitarie e ai
vantaggi che il conformismo può portare. Nel suo libro Dahrendorf,
sociologo e politologo fra i più importanti della nostra epoca, analizza il comportamento degli intellettuali che, nati a inizio secolo,
si sono trovati a dover fare i conti con fascismo, nazismo, comunismo e altre
ideologie illiberali. Quanti hanno saputo resistere e conservare i
propri valori e la propria autonomia critica?
Ispirandosi a Erasmo da Rotterdam che cinquecento anni fa seppe
resistere alle tentazioni degli autoritarismi e dei totalitarismi di
allora, Dahrendorf definisce "erasmiani" gli intellettuali che seppero
nel Novecento essere "capaci di non rinunciare, anche nelle
situazioni più sfavorevoli, a difendere le idee su cui si fondano gli
ordinamenti liberali".
I membri di questa ipotetica Societas Erasmiana sono, "ordinati
secondo il grado della loro 'erasmianità'": Raymond
Aron, Isaiah Berlin, Karl Popper, Norberto Bobbio, Jan Patocka, Theodor W.
Adorno, Hannah Arendt, Theodor Eschenburg.
Membri stranieri, erasmiani di
paesi risparmiati dal totalitarismo sono: Jeanne Hersch, George Orwell,
George Kennan e John Kenneth Galbraith.
Manès Sperber, Arthur Koestler, Stephen Spender e Richard Wright
possono essere considerati erasmiani tardivi, perché inizialmente si
lasciarono sedurre dalle idee totalitarie.
Bocciato Jean Paul Sartre, che con le ideologie totalitarie flirtò, eccome!
Il volume di Dahrendorf, ricco di acute riflessioni e di aneddoti
biografici, non rinuncia, negli ultimi capitoli, a gettare uno sguardo
sulla storia più recente e sulle vicende attuali, sottoponendo a studio
critico la contestazione giovanile del Sessantotto, il terrorismo rosso e il fondamentalismo
islamico.
Una lettura che, analizzando l'ultimo secolo, ci aiuta a comprendere
meglio le sfide del presente.
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I libri di Ralf Dahrendorf