Frank McCourt, Ehi prof!, Adelphi, 2008
(titolo originale: Teacher Man, Green Peril Corp., 2005)

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copertina libroFranck McCourt, lo scrittore di origini irlandesi reso celebre dal bestseller Le ceneri di Angela, ci racconta in Ehi prof! la sua carriera di insegnante, attività così desiderata, nella sua vita, e talmente assorbente da consentirgli di dedicarsi con continuità alla scrittura soltanto in età avanzata.

Carriera, veramente, nella scuola McCourt ne fa poca. Chi fa carriera si allontana progressivamente dagli studenti, si dedica a compiti amministrativi e direttivi. McCourt no; il suo carattere, la sua inclinazione, la sua genuinità di uomo lo portano a ricercare continuamente il contatto diretto coi suoi studenti, ad affrontare quell'incontro-scontro quasi fisico e giornaliero che ha per arena l'aula scolastica.

Sfilano sotto i nostri occhi una galleria di personaggi indimenticabili, di studenti difficili, di adulti in cerca del diploma per un avanzamento nel lavoro, di presidi e ispettori dallo stile rigidamente burocratico, di genitori preoccupati soltanto dai soldi e dal successo, di letterati altezzosi e vacui.

McCourt non ha verità assolute da propinarci sulla scuola e sulla vita. Una scuola, quella americana, che, a parte le prestigiose università, si presenta con problemi molto simili a quelli italiani: pochi mezzi, insegnanti demotivati e precari e studenti talvolta svogliati. 
Il metodo adottato dal prof McCourt nell'insegnamento è quello ispirato alla massima apertura all'incontro con l'altro, e ogni incontro, ogni studente, ogni classe, - sembra suggerirci l'autore -, sono diversi e richiedono un approccio personalizzato. Lo scrittore irlandese si rivela un insegnante vulnerabile, spesso si sente inadeguato, ma proprio la sua umanità, fatta di entusiasmo e autenticità, riesce a far breccia nel cervello e, prima ancora, nel cuore degli studenti.

Di McCourt colpisce il lettore questo misurarsi con la vita e le sue asperità, a mani nude, facendosi scudo soltanto con la propria disarmata, umana e originale fragilità, senza ingombranti sovrastrutture ideologiche.
Grazie a McCourt capiamo quanto è difficile il lavoro di insegnante, quanta ansia e stress produce, quanta creatività richiede, se lo si vuole svolgere in maniera efficace e formativa.

"Scopri cos'è che ti piace e fallo; alla fin fine il succo è questo. Ammetto che insegnare non mi è sempre piaciuto. Mi sentivo inadeguato. In aula sei da solo, sei una persona sola che ogni giorno deve affrontare cinque classi, cinque classi di teenager. Una unità di energia contro centosettantacinque bombe a orologeria. Devi vendere cara la pelle. Magari gli sei simpatico, magari ti vogliono addirittura bene, ma loro sono giovani e il mestiere dei giovani è cacciare via i vecchi dal pianeta. [...] È difficile, ma in classe devi creare le condizioni per sentirti a tuo agio. Devi essere egoista".

La narrazione adotta il registro della conversazione, del linguaggio quotidiano, alieno da velleità intellettualistiche. È "naturale", per usare un aggettivo che in letteratura piace molto a McCourt.
Ne esce un romanzo autobiografico che si legge con profitto e piacere, dalla prima all'ultima pagina.

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Pagina aggiornata il 19.09.09
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