La
letteratura americana ci ha abituato alle storie di splendidi adolescenti.
Be', non esagero e non temo smentite se classifico James Sveck, il
protagonista del romanzo di Peter Cameron Un giorno questo dolore ti sarà
utile, uno degli adolescenti più significativi prodotti
dalla narrativa statunitense negli ultimi trent'anni.
James ha diciotto anni ed è un tipo davvero affascinante. Non vuole
frequentare l'università perché non sopporta i suoi coetanei e perché
è convinto che non sia necessario frequentare la scuola per imparare. La
sua ambizione più grande è ritirarsi in una casetta dell'Indiana a
leggere Shakespeare e Trollope.
Nel frattempo lavora per la madre, una cinquantenne con l'hobby di
cambiare continuamente marito, in una galleria d'arte di New York, dove
improbabili bidoni dell'immondizia vengono contrabbandati per capolavori.
Il padre di James è un avvocato di successo, il cui conformismo gli
impedisce di capire il figlio, di cui disapprova comportamenti e scelte di
vita.
Nemmeno la sorella Gillian, una studentessa universitaria che ha una
storia con un professore di "teoria del linguaggio", sembra avere affinità con James; ci riesce
soltanto la nonna materna, chiamata affettuosamente Nanette, presso cui spesso il giovane si rifugia, una
rassicurante vecchietta di ottant'anni che fatica a confrontarsi col presente ma che è
di incommensurabile saggezza.
Presi dal lavoro, dal consumismo e dalla competizione sociale, gli adulti
della ricca borghesia americana ritratti da Cameron sono degli infelici
che cercano di aderire a degli stereotipi imposti dall'esterno. Talvolta
irresponsabili e quasi sempre inadeguati, cercano sicurezza nel recitare
un ruolo.
James, poiché va controcorrente, viene percepito dal suo ambiente come
un individuo disturbato, un anormale, un disadattato, un asociale. Viene
mandato in terapia da una psichiatra, Rowena Adler, che il ragazzo metterà più volte
in difficoltà con la propria sottigliezza argomentativa.
In realtà James è un giovane molto intelligente e sensibile, un
tipo speciale e autenticamente creativo, che non dà niente per scontato e
che si interroga senza pregiudizi su se stesso e sugli altri. Una
persona che guarda il mondo con originale sincerità, cercando di
rimanere in sintonia con le proprie emozioni e con i propri sentimenti
più profondi.
Alla fine, aiutato dalla nonna, James capirà che anche le esperienze
più negative possono essere utili. Anzi, sono proprio le esperienze
più dolorose quelle che conferiscono profondità alla personalità di
ciascuno di noi. Chi nella vita non conosce sconfitte rischia di restare
condannato alla superficialità.
Il lettore rimane avvinto alle pagine del libro, curioso di sapere come
la pensi il protagonista sui temi più scottanti dell'esistenza.
Io stesso ho letto il romanzo di Cameron tutto d'un fiato, con
entusiasmo, in una
giornata libera da impegni. L' ho trovato di una folgorante bellezza.
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