Peter Cameron, Un giorno questo dolore ti sarà utile, Adelphi, 2007
(Titolo originale: Someday This Pain Will Be Useful to You)

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copertinaLa letteratura americana ci ha abituato alle storie di splendidi adolescenti. Be', non esagero e non temo smentite se classifico James Sveck, il protagonista del romanzo di Peter Cameron Un giorno questo dolore ti sarà utile, uno degli adolescenti più significativi prodotti dalla narrativa statunitense negli ultimi trent'anni. 

James ha diciotto anni ed è un tipo davvero affascinante. Non vuole frequentare l'università perché non sopporta i suoi coetanei e perché è convinto che non sia necessario frequentare la scuola per imparare. La sua ambizione più grande è ritirarsi in una casetta dell'Indiana a leggere Shakespeare e Trollope.

Nel frattempo lavora per la madre, una cinquantenne con l'hobby di cambiare continuamente marito, in una galleria d'arte di New York, dove improbabili bidoni dell'immondizia vengono contrabbandati per capolavori.

Il padre di James è un avvocato di successo, il cui conformismo gli impedisce di capire il figlio, di cui disapprova comportamenti e scelte di vita.

Nemmeno la sorella Gillian, una studentessa universitaria che ha una storia con un professore di "teoria del linguaggio", sembra avere affinità con James; ci riesce soltanto la nonna materna, chiamata affettuosamente Nanette, presso cui spesso il giovane si rifugia, una rassicurante vecchietta di ottant'anni che fatica a confrontarsi col presente ma che è di incommensurabile saggezza.

Presi dal lavoro, dal consumismo e dalla competizione sociale, gli adulti della ricca borghesia americana ritratti da Cameron sono degli infelici che cercano di aderire a degli stereotipi imposti dall'esterno. Talvolta irresponsabili e quasi sempre inadeguati, cercano sicurezza nel recitare un ruolo.

James, poiché va controcorrente, viene percepito dal suo ambiente come un individuo disturbato, un anormale, un disadattato, un asociale. Viene mandato in terapia da una psichiatra, Rowena Adler, che il ragazzo metterà più volte in difficoltà con la propria sottigliezza argomentativa. 
In realtà James è un giovane molto intelligente e sensibile, un tipo speciale e autenticamente creativo, che non dà niente per scontato e che si interroga senza pregiudizi su se stesso e sugli altri. Una persona  che guarda il mondo con originale sincerità, cercando di rimanere in sintonia con le proprie emozioni e con i propri sentimenti più profondi.

Alla fine, aiutato dalla nonna, James capirà che anche le esperienze più negative possono essere utili. Anzi, sono proprio le esperienze più dolorose quelle che conferiscono profondità alla personalità di ciascuno di noi. Chi nella vita non conosce sconfitte rischia di restare condannato alla superficialità.

Il lettore rimane avvinto alle pagine del libro, curioso di sapere come la pensi il protagonista sui temi più scottanti dell'esistenza.

Io stesso ho letto il romanzo di Cameron tutto d'un fiato, con entusiasmo, in una giornata libera da impegni. L' ho trovato di una folgorante bellezza.

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Pagina aggiornata il 19.12.07
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