Paolo Di Canio, Elisabetta Esposito, Il ritorno. Un anno vissuto pericolosamente, Baldini Castoldi Dalai, 2005

Paolo Di Canio, Gabriele Marcotti, L'autobiografia, Libreria dello Sport, 2001

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CATTIVO!!!

Molti lo definiscono così, forse perché giudicano le apparenze e non vedono o non vogliono vedere quei dettagli che dimostrerebbero il contrario, forse perché amano l'acre gusto della polemica, quella continuata e ripetitiva, che si accende ad ogni minimo episodio, quella figlia del falso perbenismo che mira soltanto a distruggere una persona, alla quale si può forse attribuire il solo "difetto" di sapersi far amare dalla gente per come è realmente.

Paolo Di Canio è così: un genio ribelle, un funambolo, un combattente trascinatore che non molla mai sul campo. Uno sanguigno, polemico, sfacciato con chi lo merita... ma non è cattivo!

Per chi volesse conoscerlo meglio, Di Canio ha scritto due autobiografie, la prima nel 2000, quando ancora giocava in Inghilterra, dove si racconta partendo dall'infanzia vissuta nel Quarticciolo, quartiere popolare e operaio alla periferia di Roma, con l'amore per il calcio e per la Lazio e con il sogno di sfondare in quel mondo dorato e con quella maglia.
Il desiderio si avvera e Paolo ricorda le partite e gli episodi che lo hanno visto protagonista con la maglia della Lazio e degli altri grandi grandi club in cui ha militato, fino all'approdo in Scozia e in Inghilterra, di cui ci racconta le emozioni vissute, l'amore per quelle terre e le diversità fra quei campionati e il nostro.

Nel secondo libro ci narra il suo ritorno alla Lazio nel 2004, un altro sogno atteso e realizzato dopo quasi 15 anni.
Memorabili le prime pagine con i dialoghi telefonici in romanesco fra lui e il presidente Lotito prima della firma del contratto, poi il derby e ancora le immancabili polemiche, senza le quali, in Italia, pare non si possa vivere.

Paolo Di Canio si è messo a nudo, senza paura, con i suoi pregi e i suoi difetti. 
Leggetelo, perché una persona la si giudica conoscendola, non dalle apparenze.

Pier Luigi Usai
(settembre 2006)

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