"Nella
mia 'povest' (racconto lungo) quindi si allude all'idea che il
castigo giuridico imposto per un delitto spaventa molto meno il
delinquente di quanto non credano i legislatori, in parte perché è lui
stesso ad esigerlo moralmente"
(F. M. Dostoevskij, lettera all'editore M. Katkov, settembre 1865)Raskolnikov, uno studente che fatica a
mantenersi agli studi, progetta di uccidere una vecchia vedova dedita
all'usura, Aliona Ivanovna e di
derubarla. Egli è un giovane brillante, ricco di intelligenza e di
energie, mentre la vecchia non è che un "pidocchio". Raskolnikov,
che si concepisce come un novello Napoleone, progetta, dunque, un delitto,
che ha dei moventi non soltanto materiali, ma soprattutto filosofici. I
soldi d'altronde gli servono per finanziarsi gli studi e per sistemare la
famiglia, la mamma Pulcheria Aleksandrovna e la sorella Dunia, che altrimenti sarebbe
costretta a contrarre un matrimonio di interesse con l'anziano, meschino e
sensuale avvocato Luzin.
In preda all'ansia, col cuore che gli batte forte, Raskolnikov entra
nell'abitazione della vecchia e la uccide col dorso di una scure. Nel frattempo
sopraggiunge nell'appartamento la sorella di lei, la pia e mite Lisaveta.
Raskolnikov, per eliminare testimoni, è costretto a un secondo omicidio.
Dopo il delitto, il rimorso e la paura si impadroniscono di Raskolnikov,
che delira, ha la febbre, non mangia, non si alza dal letto o vaga senza
meta per la città. Il suo amico, l'onesto e generoso Rasumichin, che
trova inspiegabile il comportamento dell'ex studente, non si dà pace e
cerca in tutti i modi di stargli vicino e di aiutarlo.
Intanto Porfiri Petrovic', il giudice istruttore scaltro e umano nello
stesso tempo, prototipo e anticipatore di altri detective resi
celebri dalla letteratura poliziesca, comincia a nutrire dei sospetti e, nella sua condotta
investigativa, tormenta con la sua falsa affabilità e con le sue domande
insinuanti Raskolnikov, che si incollerisce e perde il controllo di sé.
Schiacciato dal peso dell'orribile duplice delitto perpetrato, separato
dal resto dell'umanità, Raskolnikov finisce col confessare la
propria colpa alla dolce e remissiva Sonia Marmeladova, figlia un un
funzionario debole e ubriacone, che muore schiacciato da una carrozza.
Sonia è il sostegno della matrigna e dei tre fratellini ancora piccoli.
Per procacciarsi del denaro si prostituisce, ma il suo cuore è puro e
integro, così come la sua fede in Dio.
E Raskolnikov, incoraggiato dalla ragazza, renderà confessione dei
suoi delitti anche in commissariato, accettando la condanna ai lavori
forzati in Siberia, dove lo seguirà amorevolmente Sonia, fino a che egli
non riprende gusto e fiducia nella vita.
Il romanzo, molto più ricco di tipi umani di quanto non si sia dato
conto nel riassumerne l'intreccio, è caratterizzato dalla mirabile
analisi psicologica dei personaggi e riflette le idee filosofiche ed estetiche che permeano l'epoca
storica in cui visse Dostoevskij: l'umanitarismo di Marx (in fondo,
Raskonilkov vuole depredare la vecchia del denaro incamerato volgarmente,
per farne un uso migliore per sé e la società), il messianismo
russo, il naturalismo, l'intellettualismo di fine secolo e il femminismo.
Soprattutto rappresenta l'anticipazione del superuomo nicciano, incarnato
proprio da Raskolnikov. Un superomismo e una volontà di potenza che naufragano nella consapevolezza
della propria irriducibile umanità e limitatezza. La relativa piccolezza
dell'uomo al cospetto di Dio è anche sottolineata dalle descrizioni degli
ambienti di estrema povertà in cui vivono molti dei personaggi e
dalla vita colma di angosce che conducono. A volte l'impressione del
lettore è che Dostoevskij si faccia prendere la mano nella descrizione
delle miserie umane e scivoli nel melodrammatico.
Romanzo giallo, romanzo filosofico, romanzo sociale, romanzo politico,
narrazione possente, Delitto e castigo venne pubblicato a puntate
sulla rivisita mensile Russkij vestnik ("Il messaggero
russo") nel 1866 e presenta quella polifonia e quella
dialogicità, evidenziate dal critico Bachtin come caratteristica
peculiare della narrativa dostojevskijana.
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