Renč Daumal, Il Monte Analogo, Adelphi, 1995


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copertinaIl Monte Analogo mi ha fatto pensare a Jung e alla sua teoria dell'individuazione. Ciascuno di noi si libera della propria inautenticitą e della propria maschera sociale (scrivo a braccio, senza controlli adeguati), affrontando un viaggio interiore, pieno di insidie, pericoli, passi falsi, che ci porta alla realizzazione della nostra autentica individualitą.
Questo cammino interiore č rappresentato, nei miti, da un viaggio, una prova, una sfida, un'impresa, in questo caso l'ascesa al Monte Analogo, vetta di spiritualitą e perfezione.

Come ogni spedizione difficile richiede un'attrezzatura speciale, la lettura di questo libro, per me faticosa, richiede un bagaglio culturale fuori dai miei mezzi. Per questo non ha incontrato il mio gusto, anche se č (probabilmente) un romanzo di valore, dispensatore di numerose illuminazioni memorabili.

Capisco che i temi trattati, l'identitą, l'inautenticitą delle nostre vite occidentali, l'inadeguatezza del nostro sapere scientifico e filosofico, le nostre culture degenerate, il dialogo con la natura, siano della massima importanza, ma l'eccessivo esoterismo mi ha messo in sospetto e l'ho sentito estraneo alla mia mentalitą di provinciale positivista.

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