Il Monte Analogo mi ha
fatto pensare a Jung e alla sua teoria dell'individuazione.
Ciascuno di noi si libera della propria
inautenticitą e della propria maschera sociale
(scrivo a braccio, senza controlli adeguati),
affrontando un viaggio interiore, pieno di insidie,
pericoli, passi falsi, che ci porta alla
realizzazione della nostra autentica individualitą.
Questo cammino interiore č rappresentato, nei miti,
da un viaggio, una prova, una sfida, un'impresa, in
questo caso l'ascesa al Monte Analogo, vetta di
spiritualitą e perfezione.
Come ogni spedizione difficile richiede
un'attrezzatura speciale, la lettura di questo libro,
per me faticosa, richiede un bagaglio culturale fuori
dai miei mezzi. Per questo non ha incontrato il mio
gusto, anche se č (probabilmente) un romanzo di
valore, dispensatore di numerose illuminazioni
memorabili.
Capisco che i temi trattati, l'identitą,
l'inautenticitą delle nostre vite occidentali,
l'inadeguatezza del nostro sapere scientifico e
filosofico, le nostre culture degenerate, il
dialogo con la natura, siano della massima
importanza, ma l'eccessivo esoterismo mi ha messo in
sospetto e l'ho sentito estraneo alla mia mentalitą
di provinciale positivista.
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