"Sa Pipinca". Così fu soprannominato, da un gruppo di comici, Dario Silva, durante la sua esperienza calcistica in Sardegna.
Esperienza che né i tifosi del Cagliari né Dario dimenticheranno mai!
Correva l'anno 1995 e durante la campagna acquisti estiva il presidente Cellino compie il suo azzardo stagionale e compra l'attaccante uruguaiano Dario Silva, ancora sconosciuto fuori dalla sua patria, ma presentato come un
fenomeno: fortissimo di testa, veloce e spietato davanti alla porta.
C'erano, insomma, tutti i presupposti per un gran campionato, visto che in panchina
sedeva il Trap e le altre due punte erano Oliveira e Muzzi.
Ma purtroppo Silva non confermò le aspettative; delle sue doti osannate si
notò soltanto la velocità, veramente straordinaria e impressionante. Durante le partite, vedendolo scattare, si diceva: "è più veloce del pallone"
e in effetti, in molte sue sgroppate, il pallone se lo dimenticava indietro,
perdendolo goffamente, oppure, quando gli rimaneva
tra i piedi, dopo magari aver corso per 40 metri seminando tutti, il tiro in porta era da dimenticare.
Peccati di gioventù o di ambientamento; gli si perdonava tutto perché si vedeva quanto impegno ci metteva sia in allenamento che in partita e poi con quella faccia simpatica, mai avara d'un sorriso o di una battuta, non poteva non farsi perdonare.
Il suo carattere scherzoso gli
valse persino molte apparizioni teatrali e televisive insieme al gruppo comico sardo "La
Pola" . Dotato di inconsueta autoironia, sapeva rendersi molto
divertente. Riuscì pure nella difficile impresa di imparare il dialetto.
Stagione 95/96 , 3 gol ma Cagliari salvo. Stagione 96/97 , 4 gol e Cagliari in B.
Stagione 97/98, il miracolo e l'esplosione. Durante quel campionato di B Silva
fece coppia in attacco con Muzzi. In panchina
sedeva Ventura. L'attaccante uruguagio riescì a mettere in rete tutto ciò che aveva sbagliato nei due anni precedenti.
Fece 13 gol, uno più bello dell'altro, accompagnati da prestazioni finalmente da fuoriclasse.
Il Cagliari torna in A e visto che il fiore era sbocciato, per logica tutti aspettavano la sua riconferma, ma siccome nel calcio non c'è logica e
tantomeno rispetto e gratitudine, a "Sa pipinca" viene dato il ben servito, con immenso dispiacere suo e di tutti i tifosi
sardi. Ancora oggi c'è chi attribuisce la responsabilità della sua
partenza al presidente Cellino e chi all'allenatore Ventura.
Dario Silva emigra in terra spagnola, nel 98/99, per una stagione, nei
ranghi dell'Espanol, poi 4 stagioni consecutive al Malaga e due al
Siviglia. Nei sette anni di milizia in terra spagnola colleziona 163 presenze e
ben 48 gol. Soprattutto anche lì riesce a farsi amare dai tifosi per il suo impegno sul campo e la sua simpatia nella vita.
La sua ultima esperienza europea vuole viverla in Inghilterra e la stagione
2005/06 la gioca col Portsmouth, squadra neo promossa in Premier League. Il bilancio
è magro: 13 presenze e 2 gol. Ma, come spesso succede nella vita, le
esperienze vissute contano più dei tabellini.
Lo scorso 24 Settembre 2006 Dario Silva è vittima in Uruguay di un incidente
stradale, le cui conseguenze implicano l'amputazione della gamba
destra del calciatore.
Un dramma per qualsiasi persona e ancora di più per un atleta, che si vede costretto a rinunciare alla carriera e soprattutto alla sua passione! Ma Dario è sempre forte e caparbio, non si è arreso e ha fatto sapere che vuole rimanere nel giro, in un altro ruolo, ma sempre inseguendo un pallone che
rotola.
Sono sicuro che ancora una volta sarà più veloce lui!
Forza mitica Pipinca!
Pier Luigi Usai
(novembre 2006)