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Daniele DE ROSSI

foto calciatore

Roma, 24-7-1983
CENTROCAMPISTA, altezza m 1,84, peso kg 83

ANNO

SQUADRA

SERIE

PRES.

RETI

2002-03

ROMA

A

4

 2

2003-04

ROMA

A

17

  --

2004-05

ROMA

A

30

  2

2005-06

ROMA

A

34

  6

2006-07

ROMA

A

36

  2

2007-08

ROMA

A

34

  5

2008-09

ROMA

A

33

  3

2009-10

ROMA

A

 

  

Crescere all'ombra di un Re ed esserne il successore designato. Questo è il luminoso destino di Capitan Futuro Daniele De Rossi, centrocampista e uomo leader della Roma capitanata da Francesco Totti, da cui ineluttabilmente erediterà nei prossimi anni gradi e testimone.

Classe 1983, De Rossi è già da tempo considerato dagli addetti ai lavori uno dei centrocampisti più forti del mondo. In mezzo al campo sa fare di tutto: centrale davanti alla difesa, regista, mediano, mezz’ala. Qualsiasi posizione assuma sul rettangolo di gioco, garantisce sempre prestazioni di alto livello. 
Tra le sue armi possiede piedi buoni per smistare il pallone con precisione ai compagni e tiro potente dalla distanza, col quale spesso e volentieri cerca (e trova) la porta avversaria.
Micidiali, infine, sono i suoi inserimenti in area di rigore per colpire il pallone di testa, finalizzati spesso al gol.

Da sempre nelle fila della Roma, esordisce in prima squadra a 18 anni, nel 2001, in una partita di Champions League. Già nella nella stagione successiva veste la maglia giallorosa in campionato, dove gioca la sua prima partita il 10 maggio 2003.

Grazie al fisico roccioso, la bravura tecnica e l'intelligenza tattica, presto conquista il posto fisso in squadra diventando indispensabile.

Inevitabili arrivano anche le vittorie: un Europeo Under 21 e il bronzo olimpico nel 2004, due successi in Coppa Italia più una Supercoppa Italiana con la Roma nel 2007 e nel 2008. Ma soprattutto De Rossi è stato un eroe di Berlino 2006, conquistando il campionato del mondo con la Nazionale italiana. Anche lì protagonista a suo modo: si fa espellere per una gomitata nella seconda partita contro gli USA e torna disponibile soltanto nella finale, da eroe però, battendo uno dei sei rigori vincenti.

E sicuramente un predestinato, un campione che aspetta e merita lo scettro, continuando a sacrificarsi per la squadra ancora capitanata dal suo Re.

Pier Luigi Usai
(ottobre 2009)