Esistono molti tipi di scrittura: c'è, ad
esempio, la scrittura notarile, quella dei verbali di
polizia, quella dei codici, quella delle encicliche
papali, quella medica, quella giornalistica, quella
letteraria. La scrittura creativa identifica lo
scrivere che punta, attraverso diversi modelli
espressivi-rappresentativi, a fare letteratura.
[...] Un buon scrittore si sforza, poi, di non
usare un solo registro; alterna i toni lirici e i
toni ironici, il senso del drammatico e il senso del
grottesco, le stupefazioni tragiche e i lapsus
comici. In ogni caso fate attenzione al
sentimentalismo e al patetico; piangersi addosso
produce sempre cattiva letteratura.
Si leggono con diletto le 189 pagine di questo
utile ed elegante libretto, che raccoglie articoli e
interventi pubblicati su vari quotidiani e riviste.
Non si avverte nessuna fastidiosa sensazione di
frammentarietà, scorrendo le pagine del libro, ma si
ricava un'appagante percezione di armonia, di
equilibrio, di intelligenza.
L'autore, Raffaele Crovi, scrittore con una vasta
conoscenza del mondo editoriale, fu il primo in
Italia ad aprire, era il 1984, dei corsi di scrittura
creativa.
Il suo libro, composto di 62 agili capitoletti,
affronta i temi più disparati inerenti l'attività
dello scrivere: il significato della scrittura, della
letteratura e dei libri; la creatività; la scrittura
in prosa e quella in versi; i rapporti fra scrittura
e autoanalisi; il romanzo; il thriller; la
letteratura erotica; la pubblicità; la radio; la
televisione; le canzoni; l'editoria; il paratesto; il
ruolo dello scrittore.
Quali consigli elargisce il narratore milanese
all'aspirante scrittore?
Innanzitutto, arricchire il proprio lessico, il
proprio mondo interiore, le proprie conoscenze,
affinare i propri strumenti con adeguate letture. A
questo proposito Crovi suggerisce un appropriato
itinerario di lettura: l'Anabasi di
Senofonte, L'asino d'oro di Apuleio, Le
confessioni di sant'Agostino, La Divina
Commedia di Dante, Il Decamerone di
Boccaccio, L'Orlando Furioso di Ariosto, Gargantua
di Rabelais, una o due commedie di Shakespeare, Robinson
Crusoe di Defoe, I viaggi di Gulliver
di Swift, Tom Jones di Fielding, il Wilhelm
Meister di Goethe, Il rosso e il nero
di Stendhal, I Promessi Sposi di Manzoni, Guerra
e pace di Tolstoj, I fratelli Karamazov
di Dostoevskij, Eugenie Grandet di Balzac, L'educazione
sentimentale di Flaubert, Moby Dick di
Melville, I Buddenbroock di Mann, Mastro
don Gesualdo di Verga, Il Maestro e
Margherita di Bulgakov, Il barone rampante
di Calvino.
Particolare oculatezza, poi, dovrà essere
impiegata nella scelta dei sostantivi e, in
particolare, dei verbi. Parca e ben scelta
l'aggettivazione, scarso il ricorso agli avverbi. Chi
scrive dovrà guardarsi dal ricorrere con frequenza a
esclamazioni e interiezioni e dall'intrusione
incontrollata dell'io, io, io.
Dovrà evitare, inoltre, l'imprecisione, il
burocratese, l'eccesso di gergo, la pedanteria
didascalica e l'enfasi.
Scrivere è comunque, sempre, riscrivere. Bisogna
diffidare degli scrittori che scrivono di getto. Scrivere
è un artigianato.
Crovi ha composto il suo manuale, di una chiarezza
illuministica, con l'intento di farsi capire e il
lettore, alla fine, gli è riconoscente, per aver
contribuito con efficacia ad accrescere la sua
consapevolezza letteraria.
I
libri di Raffaele Crovi