Raffaele Crovi, Parole incrociate. Guida alla scrittura creativa, Piemme, 1995

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Esistono molti tipi di scrittura: c'è, ad esempio, la scrittura notarile, quella dei verbali di polizia, quella dei codici, quella delle encicliche papali, quella medica, quella giornalistica, quella letteraria. La scrittura creativa identifica lo scrivere che punta, attraverso diversi modelli espressivi-rappresentativi, a fare letteratura.

[...] Un buon scrittore si sforza, poi, di non usare un solo registro; alterna i toni lirici e i toni ironici, il senso del drammatico e il senso del grottesco, le stupefazioni tragiche e i lapsus comici. In ogni caso fate attenzione al sentimentalismo e al patetico; piangersi addosso produce sempre cattiva letteratura.

Si leggono con diletto le 189 pagine di questo utile ed elegante libretto, che raccoglie articoli e interventi pubblicati su vari quotidiani e riviste.
Non si avverte nessuna fastidiosa sensazione di frammentarietà, scorrendo le pagine del libro, ma si ricava un'appagante percezione di armonia, di equilibrio, di intelligenza.

L'autore, Raffaele Crovi, scrittore con una vasta conoscenza del mondo editoriale, fu il primo in Italia ad aprire, era il 1984, dei corsi di scrittura creativa.
Il suo libro, composto di 62 agili capitoletti, affronta i temi più disparati inerenti l'attività dello scrivere: il significato della scrittura, della letteratura e dei libri; la creatività; la scrittura in prosa e quella in versi; i rapporti fra scrittura e autoanalisi; il romanzo; il thriller; la letteratura erotica; la pubblicità; la radio; la televisione; le canzoni; l'editoria; il paratesto; il ruolo dello scrittore.

Quali consigli elargisce il narratore milanese all'aspirante scrittore?
Innanzitutto, arricchire il proprio lessico, il proprio mondo interiore, le proprie conoscenze, affinare i propri strumenti con adeguate letture. A questo proposito Crovi suggerisce un appropriato itinerario di lettura: l'Anabasi di Senofonte, L'asino d'oro di Apuleio, Le confessioni di sant'Agostino, La Divina Commedia di Dante, Il Decamerone di Boccaccio, L'Orlando Furioso di Ariosto, Gargantua di Rabelais, una o due commedie di Shakespeare, Robinson Crusoe di Defoe, I viaggi di Gulliver di Swift, Tom Jones di Fielding, il Wilhelm Meister di Goethe, Il rosso e il nero di Stendhal, I Promessi Sposi di Manzoni, Guerra e pace di Tolstoj, I fratelli Karamazov di Dostoevskij, Eugenie Grandet di Balzac, L'educazione sentimentale di Flaubert, Moby Dick di Melville, I Buddenbroock di Mann, Mastro don Gesualdo di Verga, Il Maestro e Margherita di Bulgakov, Il barone rampante di Calvino.

Particolare oculatezza, poi, dovrà essere impiegata nella scelta dei sostantivi e, in particolare, dei verbi. Parca e ben scelta l'aggettivazione, scarso il ricorso agli avverbi. Chi scrive dovrà guardarsi dal ricorrere con frequenza a esclamazioni e interiezioni e dall'intrusione incontrollata dell'io, io, io.
Dovrà evitare, inoltre, l'imprecisione, il burocratese, l'eccesso di gergo, la pedanteria didascalica e l'enfasi.

Scrivere è comunque, sempre, riscrivere. Bisogna diffidare degli scrittori che scrivono di getto. Scrivere è un artigianato.

Crovi ha composto il suo manuale, di una chiarezza illuministica, con l'intento di farsi capire e il lettore, alla fine, gli è riconoscente, per aver contribuito con efficacia ad accrescere la sua consapevolezza letteraria.

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