Vasco Pratolini, Cronaca familiare, Mondadori, 2000

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copertinaRomanzo autobiografico, pubblicato nel 1947, Cronaca familiare narra del difficile rapporto fra Pratolini e il fratello Dante, ribattezzato dai genitori adottivi col nome di Ferruccio.

Vasco Pratolini nasce in un'umile famiglia fiorentina; il papà fa il commesso in un negozio di colori e poi il cameriere, la mamma la sarta. Causa l'epidemia di spagnola, la madre viene a mancare in giovane età: Vasco viene allora affidato alla nonna, mentre il fratellino, neonato, viene adottato da un maggiordomo benestante.

I due fratelli crescono in ambienti sociali opposti e con stili educativi diversi: più povero e libero Vasco, più viziato e sorvegliato, altezzoso e inibito, Ferruccio.
Malgrado le frequenti visite che la nonna e Vasco compiono a Villa Rossa, dove vive il fratellino minore, i due si ignorano e, col tempo, si respingono.

Si incontreranno di nuovo, in circostanze casuali, sulle soglie della giovinezza, quando fra loro sbocceranno finalmente la simpatia e la solidarietà fraterne.
Mentre Vasco si guadagna da vivere facendo i mestieri più umili, il patrigno di Ferruccio perde il proprio lavoro presso il barone inglese cui prestava servizio e conosce un lungo periodo di ristrettezze economiche, scendendo sempre più in basso nella scala sociale.
Il figliastro è costretto a cercarsi un lavoro.
Inadatto a misurarsi con la realtà e con le sue durezze, Ferruccio perde per scarso rendimento il proprio impiego.

L'esperienza dei quotidiani rapporti col mondo ostile, e delle quotidiane rinunzie a cui è costretta la povera gente, ti aveva già provato. Era evidente che avevi subìto un trauma dal quale soltanto adesso ti riprendevi. Stavi scoprendo te stesso, ti rendevi conto, dolorosamente, di avere vissuto fino ad allora, una vita precaria e assurda, del tutto opposta alla realtà che dovevi ora affrontare senza possederne gli elementi. Quando finalmente scoprivi il mondo coi tuoi propri occhi, non era più il mondo che esternamente ti era familiare, ma un altro, diverso e ostile, ove dovevi inserirti a forza, ed ove le tue abitudini, le tue maniere, i tuoi stessi pensieri erano inadatti e addirittura negativi. La nuova realtà ti rifiutava.

Faticosamente troverà un'insoddisfacente occupazione come fattorino, ma subirà altri rovesci: sposerà una donna inadatta, che non lo ama e si ammalerà, morendo ancora giovane, con il solo conforto della presenza affettuosa del fratello scrittore.

Colloquio interiore col fratello morto precocemente, Cronaca familiare è un piccolo classico di equilibrio ed espressività, che sa raccontare gli affetti familiari, delineando, nello stesso tempo, pur in secondo piano, un accurato quadro di un ambiente e di un periodo storico.

Muta, sulla sfondo, ma che percorre come un filo conduttore l'intero libro, la figura enigmatica della madre, pressoché sconosciuta ad entrambi i figli, che si interrogano costantemente sulla sua personalità, quasi che da una definizione precisa della sua persona derivi la sicurezza della loro identità. Una madre, che in questo libro, assume una dimensione archetipica, mentre il padre, che alla morte della donna si risposa, è un personaggio sbiadito e appena sbozzato.

Sullo sfondo come negli altri libri di Pratolini, c'è la Firenze degli umili, dei quartieri popolari. I poveri possono essere campioni di saggezza e di umanità, anche se sprovvisti di un'istruzione formale, come nel caso della nonna dello scrittore.

Il romanzo si conclude con il drammatico e lucido racconto dell'agonia del fratello. C'è da parte dello scrittore un'implicita requisitoria contro la spersonalizzazione della medicina e dell'ospedale moderni, dove l'uomo cede il posto al caso clinico interessante

Il romanzo è commovente, intimista, soffuso di lirismo. I ricordi sono evocati usando la seconda persona. La prosa di Pratolini è fluida e naturale. L'analisi, sommessa, delle psicologie e delle relazioni familiari rappresenta il motivo principale del libro. C'è inoltre l'esaltazione della solidarietà nel dolore e la presenza incombente della morte, che ci spinge a cercare un significato nella nostra vita e in quella dei nostri cari.

Che Cronaca familiare conservi un suo valore artistico ancor oggi lo testimoniano le dichiarazioni dello scrittore uruguayano Eduardo Galeano, che di recente ha affermato: "Cronaca familiare mi impressionò enormemente, senza quel libro io non avrei mai scritto i miei libri".

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Pagina aggiornata il 05.11.02
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