Cristiano DONI
![]() Roma, 1-4-1973
|
La storia della "Dea" Atalanta vanta una stella di
eccezionale grandezza: si tratta di Cristiano Doni, trequartista,
fantasista e capitano della squadra bergamasca.
Le attuali 247 presenze e il record di 97 gol segnati in nerazzurro lo
consacrano in tutto e per tutto il più grande calciatore atalantino, con
buona pace dello svedese Strömberg. Nasce trequartista, con la capacità tuttavia di adattarsi a tutti i ruoli del centrocampo. Addirittura si esalta quando gioca da mezza punta con licenza di uccidere. Nello schema di gioco atalantino, progettato dall'accorto tecnico Del Neri, Doni si posiziona abitualmente dietro la prima punta e, libero da limitanti compiti tattici, sa sfornare assist perfetti o inserirsi in area di rigore per segnare gol di pregevole fattura. Destro naturale, piede da numero 10 di razza, Doni è spietato sui calci da fermo e, sfruttando la sua notevole prestanza fisica, è fortissimo anche di testa. Essendo il centrocampista italiano in attività con la più grande capacità realizzativa, Doni è un campione apprezzato e conteso dall'esercito di appassionati del Fantacalcio. Unico neo è il suo temperamento focoso che gli procura molte ammonizioni e quindi fa accumulare punti di penalità ai fantallenatori. La sua storia calcistica da professionista inizia nel 1991 tra le fila del Modena. Il battesimo sul campo lo ha però la stagione successiva, con la maglia del Rimini, in C1. Dal 1993 gioca nei tornei professionistici minori con 3 squadre diverse: Pistoiese, Bologna e Brescia. Col Brescia ottiene la promozione in serie A e con le rondinelle continua a giocare anche nella stagione 1997-98, per poi passare all'Atalanta in quella successiva. La prima parte della sua avventura a Bergamo dura cinque stagioni. Colleziona 168 presenze e 63 gol, una performance che gli consente di conquistare la maglia azzurra e la partecipazione ai mondiali del 2002. Nota dolente: malgrado la sua bravura, con la Nazionale maggiore giocherà soltanto sette partite, segnando un gol. Nel 2003 la "Dea" retrocede e lui passa alla Sampdoria. A Genova vivrà due stagioni poco fortunate, così nel 2005 tenta l'avventura in terra straniera e approda al Maiorca in Spagna, ma anche nella Liga combina ben poco: 24 presenze e 2 gol. Quando torna a casa, nella sua Bergamo, a 33 anni suonati, nessuno pensa di rivedere l'antico e indimenticato campione. Invece Doni, in una città dove lo amano e lo ammirano, vive una seconda giovinezza. In due stagioni e mezzo produce uno score strepitoso: 79 presenze e 34 gol. Il contratto gli scade nel 2010, quindi ha ancora tempo per divertirsi e far divertire. Poi, chissà... Pier Luigi Usai |