AAVV, Il grande manuale di scrittura creativa, Editrice Nord, 1999

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copertina libroIl brutto titolo mi faceva pensare ad un'opera dozzinale, invece questo manuale, che raccoglie saggi provenienti dalle scuole americane di creative writing, l'ho trovato lettura stimolante ed istruttiva. 

Per me, che conosco superficialmente la narratologia, questo testo mi ha aperto orizzonti sconosciuti, mi ha permesso di sgrezzare conoscenze prima soltanto intuitive. 

Difficile riassumere un volume di 733 pagine. Intanto, va detto che si compone di 6 saggi di autori distinti, che a volte si ritrovano a ripetere concetti già espressi, ma ciò non guasta, anzi giova, secondo me, alla comprensione del lettore.

Il manuale non analizza, poi, soltanto la narrativa di qualità, ma anche best seller, serial televisivi, film, spiegando in cosa consista l'abilità di costruire storie che piacciano al pubblico.
In ciò ravviso un pregio, ma anche un limite del libro.

Nel primo saggio, Theme and Strategy, R. B. Tobias insegna come sviluppare una storia partendo da un'idea, concentrandosi sui concetti di strategia e di struttura.
Nel secondo, Plot, A. Dibell guida l'aspirante scrittore alla costruzione della trama. L'autore spiega cos'è il ritmo della narrazione e come ottenere un intreccio originale e solido.
Nel terzo saggio, Dialogue, L. Turco spiega al lettore come costruire dialoghi perfetti (compresi i monologhi o soliloqui), tenendo conto di innumerevoli parametri narrativi.
In Characters and Viewpoint, O. S. Card ci guida alla costruzione di personaggi interessanti e ci illustra l'angolazione più giusta per raccontare una storia.
N. Kress ci illustra, poi, in Beginnins, Middles & Ends, come catturare l'attenzione del lettore su una storia già dall'inizio e le tecniche giuste per costruire racconti e romanzi che non si dimenticano.
Infine, in Setting, J.L. Bickham ci parla dell'ambientazione di una narrazione.

Questo manuale, più che letto di fretta, come ho fatto io, meriterebbe una lettura più attenta. I concetti che penso di aver afferrato sono:
- la scrittura è un'attività che assomiglia all'architettura e che non si può svolgere al meglio improvvisando;
- ogni narrazione ha una propria struttura, importante per raggiungere un buon risultato estetico;
- è importante, quindi, pianificare il proprio lavoro, non imbrigliando, tuttavia, la creatività, in schemi rigidi;
- è più importante l'azione della descrizione; i personaggi non vanno spiegati, vanno fatti agire;
- non bisogna cercare l'originalità a ogni costo: le trame possibili sono limitate numericamente. Georges Polti ne elenca 36: supplica, liberazione, vendetta, vendetta tramandata di famiglia in famiglia, inseguimento, vittima di crudeltà o di sventura, disastro, rivolta, impresa coraggiosa, rapimento, l'enigma, raggiungimento di uno scopo, odio familiare, rivalità tra familiari, adulterio con omicidio, follia, imprudenza fatale, crimini d'amore involontari, uccisione accidentale di un consanguineo, sacrificio volontario per un ideale, sacrificio volontario per i familiari, sacrificare tutto per passione, sacrificio delle persone amate, rivalità tra superiore e inferiore, adulterio, crimini d'amore, scoperta del disonore di una persona amata, ostacoli all'amore, amore per un nemico, ambizione, conflitto con una divinità, gelosia ingiustificata, giudizio erroneo, rimorso, ritrovamento di una persona dispersa, uccisione di una persona amata;
- nei dialoghi, perché siano efficaci, va privilegiato il discorso diretto, limitando le spiegazioni indirette;
- i personaggi delle proprie storie non vanno presi, in toto, dalla realtà; vanno rimodellati;
- le proprie composizione narrative vanno riviste e revisionate, a distanza di tempo. Spesso è necessaria una, o più, ristesure.

In conclusione, un libro, questo, ragguardevole e penso contribuirà a farmi apprezzare maggiormente, sviluppando la mia sensibilità e competenza di lettore, la narrativa che leggerò in futuro.

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