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Il brutto titolo mi faceva pensare ad un'opera
dozzinale, invece questo manuale, che raccoglie saggi
provenienti dalle scuole americane di creative
writing, l'ho trovato lettura stimolante ed
istruttiva.
Per me, che conosco superficialmente la
narratologia, questo testo mi ha aperto orizzonti
sconosciuti, mi ha permesso di sgrezzare conoscenze
prima soltanto intuitive.
Difficile riassumere un
volume di 733 pagine. Intanto, va detto che si
compone di 6 saggi di autori distinti, che a volte si
ritrovano a ripetere concetti già espressi, ma ciò
non guasta, anzi giova, secondo me, alla comprensione
del lettore.
Il manuale non analizza, poi, soltanto la narrativa
di qualità, ma anche best seller, serial
televisivi, film, spiegando in cosa consista
l'abilità di costruire storie che piacciano al
pubblico.
In ciò ravviso un pregio, ma anche un limite del
libro.
Nel primo saggio, Theme and Strategy, R. B.
Tobias insegna come sviluppare una storia partendo da
un'idea, concentrandosi sui concetti di strategia
e di struttura.
Nel secondo, Plot, A. Dibell guida
l'aspirante scrittore alla costruzione della
trama. L'autore spiega cos'è il ritmo della
narrazione e come ottenere un intreccio
originale e solido.
Nel terzo saggio, Dialogue, L. Turco spiega
al lettore come costruire dialoghi perfetti
(compresi i monologhi o soliloqui),
tenendo conto di innumerevoli parametri narrativi.
In Characters and Viewpoint, O. S. Card ci
guida alla costruzione di personaggi
interessanti e ci illustra l'angolazione
più giusta per raccontare una storia.
N. Kress ci illustra, poi, in Beginnins, Middles
& Ends, come catturare l'attenzione del
lettore su una storia già dall'inizio e le tecniche
giuste per costruire racconti e romanzi che non si
dimenticano.
Infine, in Setting, J.L. Bickham ci parla
dell'ambientazione di una narrazione.
Questo manuale, più che letto di fretta, come ho
fatto io, meriterebbe una lettura più attenta. I
concetti che penso di aver afferrato sono:
- la scrittura è un'attività che assomiglia
all'architettura e che non si può svolgere al meglio
improvvisando;
- ogni narrazione ha una propria struttura,
importante per raggiungere un buon risultato
estetico;
- è importante, quindi, pianificare il proprio
lavoro, non imbrigliando, tuttavia, la creatività,
in schemi rigidi;
- è più importante l'azione della descrizione; i
personaggi non vanno spiegati, vanno fatti agire;
- non bisogna cercare l'originalità a ogni costo: le
trame possibili sono limitate numericamente. Georges
Polti ne elenca 36: supplica, liberazione,
vendetta, vendetta tramandata di
famiglia in famiglia, inseguimento, vittima
di crudeltà o di sventura, disastro, rivolta,
impresa coraggiosa, rapimento, l'enigma,
raggiungimento di uno scopo, odio
familiare, rivalità tra familiari, adulterio
con omicidio, follia, imprudenza
fatale, crimini d'amore involontari, uccisione
accidentale di un consanguineo, sacrificio
volontario per un ideale, sacrificio
volontario per i familiari, sacrificare
tutto per passione, sacrificio delle persone
amate, rivalità tra superiore e inferiore,
adulterio, crimini d'amore, scoperta
del disonore di una persona amata, ostacoli
all'amore, amore per un nemico, ambizione,
conflitto con una divinità, gelosia
ingiustificata, giudizio erroneo, rimorso,
ritrovamento di una persona dispersa, uccisione
di una persona amata;
- nei dialoghi, perché siano efficaci, va
privilegiato il discorso diretto, limitando le
spiegazioni indirette;
- i personaggi delle proprie storie non vanno presi,
in toto, dalla realtà; vanno rimodellati;
- le proprie composizione narrative vanno riviste e
revisionate, a distanza di tempo. Spesso è
necessaria una, o più, ristesure.
In conclusione, un libro, questo, ragguardevole e
penso contribuirà a farmi apprezzare maggiormente,
sviluppando la mia sensibilità e competenza di
lettore, la narrativa che leggerò in futuro.
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