"Il professore" è
un correttore di bozze, maniacalmente preciso per
un'interiore esigenza etica e coltissimo, anche se
privo di un'istruzione formale.
Gli è amico e compagno di sezione un prete marxista,
dotato di un'intelligenza brillante e critica, Padre
Carlo.
Fra il correttore e il prete si snoda nelle pagine
del romanzo un dialogo serrato, mentre la televisione
diffonde le immagini del crollo del comunismo, dello
sfacelo dei suoi ideali e delle sue barbariche e
disumane brutture.
Al suo posto, avanza un consumismo straccione,
l'albagia trombonesca e approssimativa degli esperti,
lo spettacolo di un capitalismo di mediocri.
Il romanzo è in larga parte una lucida
dissertazione sui massimi sistemi: dove va il mondo?
Dove andiamo noi? Quale speranza, quale significato
possono animare ancora le nostre azioni?
Steiner ci regala un protagonista inattuale e
indimenticabile. Le riflessioni riprodotte dai
dialoghi fra i personaggi ci delineano le coordinate
della contemporaneità, ci aiutano a comprendere il
mondo in cui viviamo, tentano di offrirci una bussola
per orientarci meglio dopo il tramonto delle
ideologie.