Alain de Botton, Le consolazioni della filosofia, Guanda, 2002

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copertinaLa filosofia è faccenda ostica per i non addetti ai lavori.
Personalmente, tentata a più riprese la lettura dei filosofi contemporanei, l'ho abbandonata presto, non capendo in definitiva niente di quel gergo da iniziati.
Tendo dunque con facilità a fraternizzare con Tolstoj, che considerava inutile, ai fini di condurre una buona vita, lo studio dei sistemi filosofici.

Tuttavia esiste una filosofia che aiuta ad affrontare la vita, che è scuola di saggezza, che ha un'utilità pratica. Non a caso negli Stati Uniti, riferiscono le gazzette, il filosofo già sta sostituendo lo psicanalista come guida spirituale dell'upper class.

È questa filosofia "pratica" che ci propone de Botton in un libro discorsivo, contraddistinto da uno stile narrativo chiaro, intelligibile e personale, all'insegna della leggerezza.
La filosofia cui de Botton fa riferimento, ci prepara ad affrontare le crisi dell'esistenza, a fare i conti con l'impopolarità, i problemi di denaro, le frustrazioni del quotidiano, il senso di inadeguatezza, le pene d'amore e le difficoltà del vivere.
Ci sono soccorrevoli compagni di viaggio Socrate, Epicuro, Seneca, Montaigne, Schopenauer e Nietzsche

L'obiettivo, meritoriamente pedagogico e divulgativo, che l'autore si è prefissato, mi sembra raggiunto. Si tratta di un risultato di non poco conto: il lettore impara piacevolmente e si stacca con difficoltà dal suo breviario di filosofia portatile.

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Pagina aggiornata il 24.02.05
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