Johnatan Franzen, Come stare soli. Lo scrittore, il lettore e la cultura di massa,  Einaudi, 2003

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copertina"[...] la ricerca che è alla base di tutti questi saggi: il problema di preservare individualità e complessità in mezzo al frastuono e alle distrazioni della cultura di massa: la questione di come stare soli".

"La scrittura creativa è un'attività fondamentalmente amatoriale. Chi la pratica è una persona solitaria che rovista nei rifiuti, non un team specializzato che produce forme di intrattenimento".

Libro gradevole e dal titolo accattivante, è costituito dalla raccolta di tredici saggi, scritti dallo statunitense Johnatan Franzen, che da poco ha conosciuto il successo anche in Italia col suo memorabile romanzo Le correzioni.

Molta attenzione Franzen la dedica ai temi della scrittura e della lettura, indagando sulla crisi del romanzo sociale e della narrativa in genere, assediata dal potere dei media. La televisione, il cinema, il World Wide Web stanno scalzando la narrativa come strumento per conoscere e interpretare il mondo. Dispongono di mezzi più potenti e seducenti e di finanziamenti più forti.
La narrativa e il romanzo si presentano, al contrario, come prodotti antitetici al mercato, non consentendo grandi e rinnovabili profitti.

In un'epoca in cui la cultura di massa esercita un così intenso fascino sulla gente, alla letteratura non rimane che una funzione di opposizione e di resistenza al tecnoconsumismo che permea la vita dei cittadini occidentali, narcotizzandoli. Lo scrittore e il lettore finiscono, in qualche modo, per diventare dei soggetti antisociali. Costituiscono una comunità a parte.

La letteratura possiede ancora la possibilità di aiutarci ad elaborare la nostra identità, ad andare oltre la superficie delle cose, ma richiede sforzo, fatica, solitudine, attitudini estranee all'esistenza contemporanea.
La narrativa di valore coniuga l'impenetrabilità misteriosa della vita, il dolore e le difficoltà con la bellezza, si contrappone all'ottimismo d'ordinanza della società occidentale.

I saggi riguardanti la letteratura occupano la parte preminente del libro. Spazio viene concesso, inoltre, all'indagine sulla letteratura a sfondo sessuale, dai manuali ai racconti espliciti di scrittori più o meno commerciali, denunciandone il paradossale effetto deprimente.

Gli altri scritti, che adottano l'amabile registro colloquiale e autobiografico, comune denominatore di tutto il volume, sono costituiti da alcune belle pagine in ricordo dei genitori morti e della casa della propria infanzia; da un reportage sulle carceri di massima sicurezza; dalla disquisizione sull'ossessiva e contraddittoria attenzione alla privacy sviluppata dalla cultura statunitense; dalla critica, come fumatore incostante, della profonda ambivalenza delle campagne antifumo; dalla brillante e divertita disamina delle disfunzioni del Servizio postale americano.

Con Come stare soli, Franzen ha scritto un bel libro in difesa della scrittura e della lettura, con alcune osservazioni davvero originali e sorprendenti. Se un rilievo devo muovere a questo prezioso e agognato volumetto è  che la visione del presente tecnologico espressa dallo scrittore di St Louis mi è sembrata piuttosto apocalittica e non completamente condivisibile, così come la critica della società americana mi è parsa eccessivamente radicale.

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