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la ricerca che è alla base di tutti questi saggi: il problema di
preservare individualità e complessità in mezzo al frastuono e alle
distrazioni della cultura di massa: la questione di come stare
soli".
"La scrittura creativa è un'attività fondamentalmente
amatoriale. Chi la pratica è una persona solitaria che rovista nei
rifiuti, non un team specializzato che produce forme di
intrattenimento".
Libro gradevole e dal titolo
accattivante, è costituito dalla raccolta di tredici saggi, scritti
dallo statunitense Johnatan Franzen, che da poco ha conosciuto il
successo anche in Italia col suo memorabile romanzo Le correzioni.
Molta attenzione Franzen la dedica ai temi della scrittura e della
lettura, indagando sulla crisi del romanzo sociale e della narrativa in
genere, assediata dal potere dei media. La televisione, il cinema, il
World Wide Web stanno scalzando la narrativa come strumento per
conoscere e interpretare il mondo. Dispongono di mezzi più potenti e
seducenti e di
finanziamenti più forti.
La narrativa e il romanzo si presentano, al contrario, come prodotti
antitetici al mercato, non consentendo grandi e rinnovabili profitti.
In un'epoca in cui la cultura di massa esercita un così intenso
fascino sulla gente, alla letteratura non rimane che una funzione
di opposizione e di resistenza al tecnoconsumismo che permea la vita dei
cittadini occidentali, narcotizzandoli. Lo scrittore e il lettore
finiscono, in qualche modo, per diventare dei soggetti antisociali.
Costituiscono una comunità a parte.
La letteratura possiede ancora la possibilità di aiutarci ad
elaborare la nostra identità, ad andare oltre la superficie delle cose,
ma richiede sforzo, fatica, solitudine, attitudini estranee
all'esistenza contemporanea.
La narrativa di valore coniuga l'impenetrabilità misteriosa della vita,
il dolore e le difficoltà con la bellezza, si contrappone all'ottimismo
d'ordinanza della società occidentale.
I saggi riguardanti la letteratura occupano la parte preminente
del libro. Spazio viene concesso, inoltre, all'indagine sulla letteratura a sfondo
sessuale, dai manuali ai racconti espliciti di scrittori più o meno
commerciali, denunciandone il paradossale effetto deprimente.
Gli altri scritti, che adottano l'amabile registro colloquiale e
autobiografico, comune denominatore di tutto il volume, sono costituiti da alcune belle
pagine in ricordo dei genitori morti e della casa della
propria infanzia; da un reportage sulle carceri di massima sicurezza;
dalla disquisizione sull'ossessiva e contraddittoria attenzione alla privacy sviluppata
dalla cultura statunitense; dalla critica, come fumatore incostante,
della profonda ambivalenza delle campagne antifumo; dalla brillante e divertita disamina delle
disfunzioni del Servizio postale americano.
Con Come stare soli, Franzen ha scritto un bel libro in difesa della
scrittura e della lettura, con alcune osservazioni davvero originali e
sorprendenti. Se un rilievo devo muovere a questo prezioso e agognato
volumetto è che la visione del presente tecnologico espressa
dallo scrittore di St Louis mi è sembrata piuttosto apocalittica e
non completamente
condivisibile, così come la critica della società americana
mi è parsa eccessivamente radicale.
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