AA. VV., Il colore viola. Voci per una fede incrollabile, Limina, 2003

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copertina "Io somiglio alla Fiorentina, non proprio perdente ma di sicuro parecchio incasinata, né prima né ultima, né debole né forte, sempre in bilico fra il successo e la disfatta.
(Luciano Scanzi)

Il libro si compone di venticinque contributi, scritti in forma narrativa, dedicati alla propria squadra del cuore: la Fiorentina. Gli autori sono giocatori in attività, vecchie glorie, allenatori, scrittori, sociologi, tifosi, ultras.

Il libro è stato scritto in un momento particolarmente critico della storia della Fiorentina calcio, negli anni cioè del crac di Vittorio Cecchi Gori (ancora osteggiato dalla città, che non lo ha perdonato), della retrocessione in C2 e della graduale risalita.

Nonostante gli avversari ora non si chiamino più Inter, Milan o Juventus, ma Poggibonsi, Fano, Gubbio, Aglianese, Brescello, giocatori e tifosi viola non si perdono d'animo. Già una trasferta a San Marino evoca in loro ricordi di Champions League. Malgrado le difficoltà, l'amore per la squadra del cuore, l'attaccamento ai colori societari rimangono inalterati.

Si scopre che anche la C2 regala emozioni, che battere una sconosciuta provinciale dà la medesima felicità che battere la Juventus. I tifosi se ne rendono conto quasi subito e se ne rendono conto i calciatori, campioni per esempio del calibro di Angelo Di Livio, che, ex bianconero, diventerà la bandiera viola nel cammino di rinascita della squadra.

"Una passione ricca di slanci e avara di ricompense" la passione per la Fiorentina, come d'altronde accade per molte altre tifoserie. Un tifo fiero e sanguigno che si distingue "per l'iconoclastia verso le 'sacre immagini' del calcio nazionale". Un tifo antijuventino che percepisce la Juventus come il simbolo dell'arroganza del potere. Ecco allora che il tifoso viola preferisce una sconfitta dignitosa a una vittoria immeritata, una gloriosa sconfitta a un trionfo decretato dai favori arbitrali. 

Il tifo antijuventino si alimenta di gesta eroiche. Quella rimasta maggiormente impressa nell'immaginario collettivo viola è il rifiuto di Roberto Baggio, neoacquisto della Juventus, di calciare un rigore contro la sua ex squadra. Sostituito, il campione, nel guadagnare gli spogliatoi, raccolse sotto la tribuna una sciarpa viola, riconciliandosi coi suoi vecchi tifosi.

Molti i campioni ricordati nel libro che hanno fatto la storia della Fiorentina: Montuori, Julinho (forte come Garrincha, secondo il parere dell'allenatore Chiappella), Hamrin, Albertosi, De Sisti, Brizi, Superchi, Antognoni, Rui Costa, Batistuta, Riganò.

L'ultimo scudetto della Fiorentina, - ci ricorda un contributo del libro -, risale alla stagione 1968-69. La formazione di quella Fiorentina, allenata da Bruno Pesaola, era: Superchi; Rogora, Mancin; Merlo (Esposito), Ferrante, Brizi; Chiarugi, Rizzo, Maraschi, De Sisti, Amarildo. Quante volte sentita, da bambino, alla radio, snocciolata da Tutto il calcio minuto per minuto.

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Pagina aggiornata il 06.02.07
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