"Io somiglio alla Fiorentina, non proprio perdente ma di
sicuro parecchio incasinata, né prima né ultima, né debole né
forte, sempre in bilico fra il successo e la disfatta.
(Luciano Scanzi)
Il libro si compone di venticinque contributi, scritti in forma
narrativa, dedicati alla propria squadra del cuore: la Fiorentina. Gli
autori sono giocatori in attività, vecchie glorie, allenatori,
scrittori, sociologi, tifosi, ultras.
Il libro è stato scritto in un momento particolarmente critico della
storia della Fiorentina calcio, negli anni cioè del crac di Vittorio Cecchi Gori
(ancora osteggiato dalla città, che non lo ha perdonato),
della retrocessione in C2 e della graduale risalita.
Nonostante gli avversari ora non si chiamino più Inter, Milan o
Juventus, ma Poggibonsi, Fano, Gubbio, Aglianese, Brescello, giocatori e
tifosi viola non si perdono d'animo. Già una trasferta a San Marino
evoca in loro ricordi di Champions League. Malgrado le difficoltà, l'amore per la squadra del cuore, l'attaccamento ai colori
societari rimangono inalterati.
Si scopre che anche la C2 regala emozioni, che battere una
sconosciuta provinciale dà la medesima felicità che battere la
Juventus. I tifosi se ne rendono conto quasi subito e se ne rendono
conto i calciatori, campioni per esempio del calibro di Angelo Di Livio,
che, ex bianconero, diventerà la bandiera viola nel cammino di rinascita della squadra.
"Una
passione ricca di slanci e avara di ricompense" la passione
per la Fiorentina, come d'altronde accade per molte altre tifoserie.
Un tifo fiero e sanguigno che si distingue "per l'iconoclastia
verso le 'sacre immagini' del calcio nazionale". Un tifo
antijuventino che percepisce la Juventus come il simbolo
dell'arroganza del potere. Ecco allora che il tifoso viola preferisce
una sconfitta dignitosa a una vittoria immeritata, una gloriosa
sconfitta a un trionfo decretato dai favori arbitrali.
Il tifo
antijuventino si alimenta di gesta eroiche. Quella rimasta maggiormente
impressa nell'immaginario collettivo viola è il rifiuto di Roberto
Baggio, neoacquisto della Juventus, di calciare un rigore contro la
sua ex squadra. Sostituito, il campione, nel guadagnare gli
spogliatoi, raccolse sotto la tribuna una sciarpa viola, riconciliandosi
coi suoi vecchi tifosi.
Molti i campioni ricordati nel libro che
hanno fatto la storia della Fiorentina: Montuori, Julinho (forte come
Garrincha, secondo il parere dell'allenatore Chiappella), Hamrin,
Albertosi, De Sisti, Brizi, Superchi, Antognoni, Rui Costa, Batistuta,
Riganò.
L'ultimo scudetto della Fiorentina, - ci ricorda un
contributo del libro -, risale alla stagione 1968-69. La formazione di
quella Fiorentina, allenata da Bruno Pesaola, era: Superchi; Rogora,
Mancin; Merlo (Esposito), Ferrante, Brizi; Chiarugi, Rizzo, Maraschi,
De Sisti, Amarildo. Quante volte sentita, da bambino, alla radio,
snocciolata da Tutto il calcio minuto per minuto.
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