M. F. Colliere, Aiutare a vivere, Sorbona, 1992

N
u
r
s
i
n
g

Testo forse eccessivamente prolisso, 339 pagine, che tuttavia nasce dalla personale, interessante esperienza professionale di una infermiera insegnante.

Il sottotitolo del volume è Dal sapere delle donne all'assistenza infermieristica ed infatti, nel saggio sono molti i riferimenti storici e l'attenzione all'evoluzione, nei secoli, delle pratiche assistenziali.
Il libro è, tuttavia, sostanzialmente un interrogarsi sul ruolo e l'identità dell'infermiere nella società odierna, sul suo specifico, partendo proprio dalla tradizione storica.

La Colliere invita a non rifugiarsi in un approccio tecnologico, troppo specialistico, all'assistenza ("L'iper-specializzazione in un dato campo, di qualsiasi natura essa sia, implica l'impoverimento della capacità di immaginarsene altri: essa è riduttrice per chi cura e, di riflesso per la persona curata"), a non dimenticare insomma di occuparsi anche di quelli che lei chiama le cure di mantenimento dette anche care (che riguardano attività come bere, mangiare, evacuare, lavarsi, alzarsi, muoversi, spostarsi), quelle legate a tutti i bisogni vitali fondamentali perché la vita continui; cure per cui è indispensabile conoscere le abitudini di vita, i costumi, le credenze, cure che rappresentano la parte più importante dell'assistenza infermieristica e che richiedono molte conoscenze e competenze contrariamente a ciò che si dice.

Queste cure vengono contrapposte dall'autrice alle cosiddette cure di riparazione dette anche cure. Esse pure riguardano l'infermiere, esse pure sono importanti, addirittura essenziali quando si presentano situazioni d'urgenza, ma la Colliere insiste perché l'infermiere non si lasci fagocitare da una ideologia medicalizzante dell'assistenza e della vita.

| home |

| nursing |

| biblioteca |

 

Pagina aggiornata il 11.03.01
Copyright 2000-2007 Valentino Sossella