Thekla Clark, Mio due, mio doppio, Adelphi, 1999


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copertinaInizia a Ischia questo libro di memorie di Thekla Clark, un'esuberante, bella e ricca americana, che racconta della sua protratta amicizia con il poeta Wystan H. Auden e il suo compagno Chester Kallman.

Ischia, negli anni Cinquanta, è un Eden di sole e mare, dove i protagonisti trascorrono le giornate all'insegna della gioia. Le serate trascorrono lievi al caffè: Le conversazioni, le risate, l'allargarsi della mente, il diventare se stessi, o migliori di se stessi.

Più tardi la coppia di letterati si trasferisce a Kirchstetten, in Austria, a vivere tra gente che intende la vita come un Bildungsroman.

Le vicende raccontate hanno poi come sfondo l'America, Londra, la Grecia, Firenze e la Toscana, Vienna, la Cecoslovacchia, dove Auden ha occasione di soggiornare.

La Clark ci offre un ritratto privato di Auden, uomo dalla conversazione brillante e ricca di idee e dal sottile humour. Apprendiamo che l'eminente poeta inglese si circondava di gatti, trovava il matrimonio più interessante di qualsiasi storia d'amore, accusava la nostra epoca di dare troppa importanza agli esami, un surrogato del vero apprendimento, rivendicava il diritto alla frivolezza, era metodico, fiero della propria autonomia economica, taccagno e generoso al tempo stesso, consapevole della distanza incolmabile tra il desiderio e l'appagamento.

L'omoerotismo di Auden non era poi assoluto; a volte prendeva delle cotte per donne che desiderava fisicamente, a conferma di quanto siano schematiche le nostre opinioni sulla sessualità. In controluce la Clark si sofferma anche a tratteggiare la personalità dell'inseparabile Kallman, affascinante e infelice, narciso e depresso, poeta e cuoco.

Un libro, questo della Clark, garbato e non pettegolo, gradevole, che ci insegna come la vacanza possa essere occasione di gioie spirituali oltre che fisiche e non di sola baldoria. Una sorta di utile breviario da portarsi in ferie.

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Pagina aggiornata il 23.10.00
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