Guido Ceronetti, Un viaggio in Italia, Einaudi, 1983

V
i
a
g
g
i
Non un'Italia da cartolina illustrata, quella evocata da Ceronetti in questo suo intenso e spietato libro, ma un Paese, la cui modernizzazione ha prodotto disastri.

A piedi, o servendosi di treni e corriere, con Petrarca, Manzoni, Dante e Stendhal in valigia, fra il 1981 e il 1983 lo scrittore torinese raggiunge metropoli o piccole località di provincia, immalinconito e irritato dagli spettacoli cui gli tocca di assistere. 

Non si limita a visitare piazze, monumenti, chiese e musei, ma si reca in ospizi, manicomi, monasteri, distretti di polizia, carceri, ospedali, cimiteri, soffermandosi per strada a considerare manifesti, scritte sui muri, reclame, annunci funebri, insegne di negozi, spesso più eloquenti di ponderose analisi.

Dovunque volgarità e maleducazione, bruttezza e squallore, rumore e idiozia, scempi, arroganze, vuotaggini.
"Spariti la Bellezza visibile, le malattie veneree, le epidemie, le bocche sdentate, la miseria", quello che ne è subentrato, con l'avvento dell'industrializzazione, inquieta qualsiasi persona dotata di spirito critico: "L'Italia è ben poco interessante, il popolo, dopo tanta storia, è più che mai rincretinito".

Da Nord a Sud, è un susseguirsi di desolanti riscontri: il Po è avvelenato; la condizione di Napoli, "uno dei peggiori luoghi" della nazione, è diventata l'emblema della società italiana; non migliore la situazione siciliana: "I paesi etnei sono orribili aggressioni di geometri deliranti, incrostazioni di rogna sulle pendici sublimi".

Al lettore, avido di letteratura, l'autore snocciola le sue idiosincrasie: non sopporta Bazlen, che si divertiva a separare le coppie affiatate e Pascoli, mediocre poeta, illeggibile, secondo Ceronetti, che ne visita la casa e la biblioteca, ben fornita, a Castelvecchio.
Rispettosa ammirazione  manifesta invece per Sironi, il pittore delle periferie urbane, cui dedica interessanti pagine interpretative, oltre che la copertina del libro.

Al di là delle esagerazioni, è bello per il lettore seguire il misantropo Ceronetti in questo suo apocalittico viaggio, soprattutto subire il fascino della sua scrittura, sempre corroborante, incisiva  e ricca di riferimenti colti, sdegnata, ma lucida.
Le verità nude e crude (e profonde) che lo scrittore implacabile ci spiattella sul muso valgono più di mille blandizie.

Forse non un libro per tutti, ma, ci assicura l'autore, genuinamente scritto per "I nobili del dolore, del pensiero, della malattia, della "fragilità"".

I libri di Guido Ceronetti

| home |

| viaggi |

| recensioni |


Pagina aggiornata il 28.06.03
Copyright 2000-2007
Valentino Sossella