Carla Cerati, La cattiva figlia, Sperling, 2001

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copertinaMi domandavo se lei si mettesse nei miei panni, se cercasse di intuire le mie necessità senza vedervi l'intenzione di escluderla, ma semplicemente il bisogno di vivere.

Una donna cinquantenne si trova, nel periodo della propria esistenza in cui ha raggiunto la maturità psicologica e professionale ed è autonoma economicamente a dover convivere con la madre, rimasta vedova e ormai alle soglie degli ottant'anni.

Ne scaturisce un rapporto difficile, complicato, contraddittorio, che porterà Giulia, la figlia, ad interrogarsi sull'identità della propria madre. Soltanto dopo aver approfondito, con una ricerca rabbiosa, i connotati psicologici e caratteriali della madre Ida, attraverso la costruzione della sua biografia, Giulia troverà una seppur precaria tranquillità.

Indagine sul delicato e difficile rapporto fra madre e figlia e, soprattutto, sulla difficile convivenza fra persone appartenenti a generazioni diverse, La cattiva figlia è un bellissimo romanzo, dove l'autrice affronta esperienze vitali radicali: la malattia, la vecchiaia, la morte.

Il romanzo inscena lo scontro di due volontà e di due temperamenti inconciliabili, di due generazioni che non riescono quasi più a parlarsi. La svolta antiautoritaria del '68 finì - afferma l'autrice - per separare esperienze, impulsi e tensioni che contrapposero gli uni agli altri, senza possibile mediazione, anche gli appartenenti a una stessa famiglia.

Alla fine non vengono suggeriti al lettore rimedi infallibili o facili consolazioni. Le difficoltà persistono, i problemi non si annullano quasi per incanto: il conflitto fra madre e figlia, pur attenuato, dura sino alla morte dell'anziana mamma, forse persino oltre, in un continuo avvicendarsi di rancori, rimorsi, egoismi, necessità, rimpianti, fraintendimenti, rabbie e delusioni.

Un romanzo coraggioso, in cui, se il colore predominante è quello dell'ostilità, del disorientamento e dell'angoscia, non manca lo spazio per l' amore, la pietà e la commozione.
Un narrazione che non arretra di fronte a verità dolorose e nuove, che smentiscono l'epocale ottimismo conformista.
Un libro, insomma, autentico e genuino; vera letteratura, in cui filtra la vita.

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Pagina aggiornata il 23.11.02
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