Mi domandavo se lei
si mettesse nei miei panni, se cercasse di intuire le
mie necessità senza vedervi l'intenzione di
escluderla, ma semplicemente il bisogno di vivere.
Una donna cinquantenne si trova, nel periodo della
propria esistenza in cui ha raggiunto la maturità
psicologica e professionale ed è autonoma
economicamente a dover convivere con la madre,
rimasta vedova e ormai alle soglie degli ottant'anni.
Ne scaturisce un rapporto difficile, complicato,
contraddittorio, che porterà Giulia, la figlia, ad
interrogarsi sull'identità della propria madre.
Soltanto dopo aver approfondito, con una ricerca
rabbiosa, i connotati psicologici e caratteriali
della madre Ida, attraverso la costruzione della sua
biografia, Giulia troverà una seppur precaria
tranquillità.
Indagine sul delicato e difficile rapporto fra
madre e figlia e, soprattutto, sulla difficile
convivenza fra persone appartenenti a generazioni
diverse, La cattiva figlia è un bellissimo
romanzo, dove l'autrice affronta esperienze vitali
radicali: la malattia, la vecchiaia, la morte.
Il romanzo inscena lo scontro di due volontà e di
due temperamenti inconciliabili, di due generazioni
che non riescono quasi più a parlarsi. La svolta
antiautoritaria del '68 finì - afferma
l'autrice - per separare esperienze, impulsi e
tensioni che contrapposero gli uni agli altri, senza
possibile mediazione, anche gli appartenenti a una
stessa famiglia.
Alla fine non vengono suggeriti al lettore rimedi
infallibili o facili consolazioni. Le difficoltà
persistono, i problemi non si annullano quasi per
incanto: il conflitto fra madre e figlia, pur
attenuato, dura sino alla morte dell'anziana mamma,
forse persino oltre, in un continuo avvicendarsi di
rancori, rimorsi, egoismi, necessità, rimpianti,
fraintendimenti, rabbie e delusioni.
Un romanzo coraggioso, in cui, se il colore
predominante è quello dell'ostilità, del
disorientamento e dell'angoscia, non manca lo spazio
per l' amore, la pietà e la commozione.
Un narrazione che non arretra di fronte a verità
dolorose e nuove, che smentiscono l'epocale ottimismo
conformista.
Un libro, insomma, autentico e genuino; vera
letteratura, in cui filtra la vita.
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