"Noi
rappresentiamo la vita com'è, punto e basta"
(A. Cechov, lettera ad Aleksej Suvorin, 25 novembre 1892)
I consigli di scrittura del maestro del racconto, ricavati dal suo
epistolario.
Una narrativa, quella del dottor Cechov, precisa, scientifica,
moderna, dove la scrittura si intreccia di continuo con la vita. Drammi
che non hanno mai sfondi grandiosi, ma si consumano nell'opacità del
quotidiano. Le piccole cose, i piccoli particolari che svelano un
carattere, un ambiente, una condizione.
Un altro maestro del racconto, più vicino a noi negli anni, lo
statunitense Raymond Carver, che molto scrisse su Cechov, considerava la
lezione del russo di "enorme importanza" per il proprio
lavoro di scrittore.
Chiara, semplice, illuminante la prefazione al libro di Piero
Brunello. Così deve essere. È una delle poche volte che la prefazione l'ho
letta, anziché saltarla.
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