Gina Lagorio, Cāpita, Garzanti, 2005

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copertina libro"Non c'č niente che valga la dedizione a un malato. Specie se la cura non č né inflessibile, didascalica né greve: leggera, e ristoratrice"

Nata nel 1922 a Bra, Gina Lagorio ha scritto varie opere di narrativa, caratterizzate dall'introspezione e numerosi saggi. Moglie dell'editore Livio Garzanti, č morta nel 2005.

Cāpita č il suo ultimo libro ed č il resoconto doloroso, intessuto di originali riflessioni, dell'esperienza personale di una malattia, peraltro molto frequente, denominata stroke o ictus, che l'ha colpita ormai ottantenne.

Un'esistenza piena, un corpo e una mente ancora vigorosi e giovanili, una vitalitā intatta nonostante l'etā avanzata. E poi il "colpo", l'"accidente", la paralisi.

La vita cambia radicalmente; la scrittrice, prima baldanzosamente autonoma e accanita viaggiatrice, avverte la sua totale impotenza, la spiacevole sensazione di essere in balia di chi gli sta intorno e si prende cura di lei. Medici, infermieri, fisioterapisti, tecnici di radiologia, badanti straniere, familiari, amici.

Un'esperienza dolorosa sia dal punto di vista fisico, ma soprattutto da quello psichico ed emotivo: il castigo di non poter leggere, di non riuscire a distinguere i caratteri dell'alfabeto, la perdita del controllo degli sfinteri, la guerra del pannolone, l'agognata e quasi mai raggiunta comoda per espletare i bisogni fisiologici in una postura un po' pių confortevole che quella orizzontale sulla padella, la depressione, la percezione di essere al capolinea senza nemmeno il conforto di credere nella vita eterna. E poi le procedure invasive della medicina tecnologica: cateterismi, prelievi, iniezioni, indagini diagnostiche di ogni tipo per arrivare ad anestesie e bisturi a causa di una successiva frattura del femore.
Dettagli spesso prosaici, ma che raccontano con realismo la permanenza di un malato all'ospedale.

Eppure, malgrado la malattia, il corpo nutre ancora vivi desideri, la mente si avventura in ricordi, sogni, pensieri. Si fanno nuovi e a volte piacevoli incontri.
Confortano la scrittrice la dedizione delle figlie e l'amore per le nipoti, in particolare per la pių piccola, sorprendente nella sua freschezza e autenticitā, capace, come lo sono spesso i bambini, di guardare il mondo ogni giorno in modo nuovo.

Lagorio non č sempre tenera con gli infermieri, ma le si puō perdonare con facilitā: il suo libro, denso di umori e di sentimenti spesso negativi, č un racconto crudo, ma vero.

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Pagina aggiornata il 15.04.06
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