Luca Canali, Manuale ad uso degli scrittori esordienti, Bompiani, 1988

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Fra gli autori italiani del Novecento, mostrare di prediligere Fenoglio, D'Arzo, Delfini. Parlando di Faldella si può persino giungere alle soglie dell'entusiasmo. Non esagerare con Gadda. Elias Canetti e Roth sono passaggi irrinunciabili (nessuno confesserà mai di aver letto Auto da fè di Canetti con insopportabile tedio). Grande effetto otterrà una rinnovata attenzione a Cielo D'Alcamo e a Chiaro Davanzati, nonchè alla ormai conclamata riscoperta dei fratelli Dossi, di Daniello Bartoli e G.B. Marino, su su fino a Pascoli, D'Annunzio; la raffinatezza può spingersi sino a Gozzano e ad Amalia Guglielminetti.

Latinista e saggista di eccelso livello, nonchè affermato autore di angosciosi quanto indimenticabili romanzi, come Autobiografia di un baro e Spezzare l'assedio, Luca Canali ci propone un manuale per aspiranti scrittori dissacratorio e beffardo, che riesce nell'intento di essere divertente oltre che a farsi apprezzare per l'elegante equilibrio della scrittura.

Canali non apre il suo libro con i consueti consigli su come scrivere, ma, in maniera più pragmatica, spiega come si fa ad entrare a far parte dell'ambito mondo delle lettere.
Lo scrittore esordiente dovrà prima di tutto riuscire a farsi accogliere in un clan letterario, guadagnandosi i favori di uno sponsor.

L'autore romano individua in Citati, Garboli, De Mauro, Asor Rosa, Magris, Siciliano, Pedullà i "nuovi pontefici" della letteratura italiana. Di ognuno ci fornisce un ritratto gustoso e obiettivo, tratto da esperienze vitali dirette, di prima mano.

L'aspirante scrittore dovrà ingraziarsi gli sponsores, con una presenza discreta, senza smaniare di mostrarsi troppo brillante. Sarà gentile, astuto e disponibile.
Accetterà le raccomandazioni (pure i geni le hanno utilizzate); cercherà poi di guadagnarsi visibilità sui giornali, procurandosi delle recensioni, non importa se negative. Non snobberà i premi letterari, nè eventuali relazioni sessuali con personaggi in vista.

Certo, dovrà anche cercare di scrivere cose pregevoli. Gli occorrono, allo scopo, due qualità, gia individuate da Cicerone, l'ingenium e l'ars. Dovrà insomma avere delle cose urgenti da dire (non si scrive per sola vanità) e dovrà dirle con stile.
Mentre l'ingenium è innato, lo stile si può migliorare, in principal modo attraverso la lettura, intensa e fatta per piacere e non al solo scopo di apprendere, poi attraverso l'imitazione e le traduzioni.
Scrivendo, l'esordiente, che presto capirà quanto è più difficile esprimersi in prosa che in versi, non dovrà preoccuparsi del pubblico, ma soltanto di piacere a se stesso.

Particolarmente gustosi gli ultimi capitoli nei quali l'autore dispensa i suoi consigli di studio e di lettura, svelando le proprie preferenze letterarie e il proprio acume di critico*.
Per mantenere il tono di piacevole e ironica conversazione che pervade tutto il libro, Canali ci fornisce persino la formazione di una sua ideale Nazionale degli scrittori italiani.

* Sperando di non ledere diritti di copyright, a mo' di appunto personale, mi piace riportare alcuni di di questi consigli:
I Promessi sposi di A. Manzoni; Le operette morali di G. Leopardi; Menzogna e sortilegio di E. Morante; Lessico famigliare di N. Ginzburg; Il giocatore invisibile di G. Pontiggia; Candido di L. Sciascia per migliorare la propria intelaiatura linguistica.

Cronica delle cose occorrenti ne' tempi suoi di D. Compagni; Il Principe di N. Machiavelli; Le novelle di G. Verga; Un giorno di fuoco di B. Fenoglio; La luna e i falò di C. Pavese; I racconti di E. Hemingway; Santuario di W. Faulkner per acquisire uno stile energico e risentito.

Macno di A. De Carlo e Rimini di P.V. Tondelli per acquisire disinvoltura e scorrevolezza.

Decameron di G. Boccaccio; Il Cortegiano di B. Castiglione; Il piacere di G. D'Annunzio per acquistare sonorità e ampiezza.

Le città invisibili e Palomar di I. Calvino sono letture raccomandate a tutti.
Il processo di F. Kafka; L'uomo senza qualità di R. Musil e Il deserto dei tartari di D. Buzzati sono letture utili per affianare uno stile "fantastico".
Ulisse di J. Joyce e Preghiere esaudite di T. Capote per andare oltre una prosa tradizionale e scolastica.

Per gli aspiranti poeti, i libri consigliati, che riporto in ordine sparso, sono:
I canti di Maldoror di Lautreamont; Fosfeni di A. Zanzotto; Foglie d'erba di W. Whitman, La Terra desolata e i Quattro quartetti di T.S. Eliot; Le occasioni di E. Montale; L'allegria di G. Ungaretti; Il muro della terra di G. Caproni; Paesaggio con serpente di F. Fortini; Lenin di V. Majakovskij; Il ristorante dei morti di G. Giudici; Serpenta di D. Bellezza; Donna del gioco di M. Cucchi; Terra del viso di M. De Angelis; Interludio di E. Pecora. Inoltre un saggio: La metrica italiana di M. Ramous.

I libri di Luca Canali

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