Fra gli autori italiani del Novecento,
mostrare di prediligere Fenoglio, D'Arzo, Delfini.
Parlando di Faldella si può persino giungere alle
soglie dell'entusiasmo. Non esagerare con Gadda.
Elias Canetti e Roth sono passaggi irrinunciabili
(nessuno confesserà mai di aver letto Auto da fè di
Canetti con insopportabile tedio). Grande effetto
otterrà una rinnovata attenzione a Cielo D'Alcamo e
a Chiaro Davanzati, nonchè alla ormai conclamata
riscoperta dei fratelli Dossi, di Daniello Bartoli e
G.B. Marino, su su fino a Pascoli, D'Annunzio; la
raffinatezza può spingersi sino a Gozzano e ad
Amalia Guglielminetti.
Latinista e saggista di eccelso livello, nonchè
affermato autore di angosciosi quanto indimenticabili
romanzi, come Autobiografia di un baro e Spezzare
l'assedio, Luca Canali ci propone un manuale per
aspiranti scrittori dissacratorio e beffardo, che
riesce nell'intento di essere divertente oltre che a
farsi apprezzare per l'elegante equilibrio della
scrittura.
Canali non apre il suo libro con i consueti
consigli su come scrivere, ma, in maniera più
pragmatica, spiega come si fa ad entrare a far parte
dell'ambito mondo delle lettere.
Lo scrittore esordiente dovrà prima di tutto
riuscire a farsi accogliere in un clan letterario,
guadagnandosi i favori di uno sponsor.
L'autore romano individua in Citati, Garboli, De
Mauro, Asor Rosa, Magris, Siciliano, Pedullà i
"nuovi pontefici" della letteratura
italiana. Di ognuno ci fornisce un ritratto gustoso e
obiettivo, tratto da esperienze vitali dirette, di
prima mano.
L'aspirante scrittore dovrà ingraziarsi gli sponsores,
con una presenza discreta, senza smaniare di
mostrarsi troppo brillante. Sarà gentile, astuto e
disponibile.
Accetterà le raccomandazioni (pure i geni le hanno
utilizzate); cercherà poi di guadagnarsi visibilità
sui giornali, procurandosi delle recensioni, non
importa se negative. Non snobberà i premi letterari,
nè eventuali relazioni sessuali con personaggi in
vista.
Certo, dovrà anche cercare di scrivere cose
pregevoli. Gli occorrono, allo scopo, due qualità,
gia individuate da Cicerone, l'ingenium e l'ars.
Dovrà insomma avere delle cose urgenti da dire (non
si scrive per sola vanità) e dovrà dirle con stile.
Mentre l'ingenium è innato, lo stile si
può migliorare, in principal modo attraverso la
lettura, intensa e fatta per piacere e non al solo
scopo di apprendere, poi attraverso l'imitazione e le
traduzioni.
Scrivendo, l'esordiente, che presto capirà quanto è
più difficile esprimersi in prosa che in versi, non
dovrà preoccuparsi del pubblico, ma soltanto di
piacere a se stesso.
Particolarmente gustosi gli ultimi capitoli nei
quali l'autore dispensa i suoi consigli di studio e
di lettura, svelando le proprie preferenze letterarie
e il proprio acume di critico*.
Per mantenere il tono di piacevole e ironica
conversazione che pervade tutto il libro, Canali ci
fornisce persino la formazione di una sua ideale
Nazionale degli scrittori italiani.
* Sperando di non ledere diritti di copyright,
a mo' di appunto personale, mi piace riportare alcuni
di di questi consigli:
I Promessi sposi di A. Manzoni; Le
operette morali di G. Leopardi; Menzogna e
sortilegio di E. Morante; Lessico famigliare
di N. Ginzburg; Il giocatore invisibile di
G. Pontiggia; Candido di L. Sciascia per
migliorare la propria intelaiatura linguistica.
Cronica delle cose occorrenti ne' tempi
suoi di D. Compagni; Il Principe di N.
Machiavelli; Le novelle di G. Verga; Un
giorno di fuoco di B. Fenoglio; La luna e i
falò di C. Pavese; I racconti di E.
Hemingway; Santuario di W. Faulkner per
acquisire uno stile energico e risentito.
Macno di A. De Carlo e Rimini
di P.V. Tondelli per acquisire disinvoltura e
scorrevolezza.
Decameron di G. Boccaccio; Il
Cortegiano di B. Castiglione; Il piacere
di G. D'Annunzio per acquistare sonorità e ampiezza.
Le città invisibili e Palomar di
I. Calvino sono letture raccomandate a tutti.
Il processo di F. Kafka; L'uomo senza
qualità di R. Musil e Il deserto dei
tartari di D. Buzzati sono letture utili per
affianare uno stile "fantastico".
Ulisse di J. Joyce e Preghiere esaudite
di T. Capote per andare oltre una prosa
tradizionale e scolastica.
Per gli aspiranti poeti, i libri consigliati,
che riporto in ordine sparso, sono:
I canti di Maldoror di Lautreamont; Fosfeni
di A. Zanzotto; Foglie d'erba di W. Whitman,
La Terra desolata e i Quattro quartetti
di T.S. Eliot; Le occasioni di E. Montale; L'allegria
di G. Ungaretti; Il muro della terra di G.
Caproni; Paesaggio con serpente di F.
Fortini; Lenin di V. Majakovskij; Il
ristorante dei morti di G. Giudici; Serpenta
di D. Bellezza; Donna del gioco di M.
Cucchi; Terra del viso di M. De Angelis; Interludio
di E. Pecora. Inoltre un saggio: La metrica
italiana di M. Ramous.
I
libri di Luca Canali