Giuliana Olivero, Il calcio di Grazia, Baldini&Castoldi, 2004

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copertinaI calciatori sono eroi del nostro tempo, seguiti da nugoli di ragazze, disposte a fare qualsiasi cosa pur di conquistarli.

Grazia è una di loro. Uscita da un'infanzia e un'adolescenza travagliate, in una famiglia dove il padre si ubriacava ed era costantemente fuori e dentro dalla galera, Grazia, che non è bella e ha la faccia da bambina e il tic di strapparsi i capelli, si guadagna da vivere facendo la badante e la donna delle pulizie. 

Come compensazione alle frustrazioni e al grigiore della vita quotidiana, si innamora di calciatori e allenatori. Michel Platini, Sergio Brio, Pasquale Bruno, Francesco Guidolin sono via via i bersagli della sua smania incolmabile di dare e ricevere amore. Si tiene informatissima sulla loro vita privata: sa se sono sposati, quanti figli hanno. Li insegue, va agli allenamenti, nei ritiri, vede le partite allo stadio, gli scrive, li fotografa, li filma, gli fa degli appostamenti, compra loro dei regali, spende tutto quello che guadagna per biglietti del treno e per soggiorni in albergo, pur di essere vicina ai propri beniamini.

I quali, all'inizio forse un po' lusingati, si stancano presto delle sue attenzioni appiccicose e asfissianti; hanno una tranquillità familiare da difendere e una concentrazione sportiva da mantenere.

Soltanto Guidolin saprà manifestare una maggiore gentilezza e disponibilità all'ascolto.

In parte accurata analisi sociologica, Il calcio di Grazia è un romanzo piacevole, scorrevole, con punte di irresistibile comicità, che ci sa descrivere con leggerezza i drammi e le amarezze di una comune fan da stadio.

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Pagina aggiornata il 29.09.06
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