I
calciatori sono eroi del nostro tempo, seguiti da nugoli di ragazze,
disposte a fare qualsiasi cosa pur di conquistarli.
Grazia è una di loro. Uscita da un'infanzia e un'adolescenza
travagliate, in una famiglia dove il padre si ubriacava ed era
costantemente fuori e dentro dalla galera, Grazia, che non è bella e ha
la faccia da bambina e il tic di strapparsi i capelli, si guadagna da
vivere facendo la badante e la donna delle pulizie.
Come compensazione alle frustrazioni e al grigiore della vita
quotidiana, si innamora di calciatori e allenatori. Michel Platini, Sergio Brio,
Pasquale Bruno, Francesco Guidolin sono via via i bersagli della sua
smania incolmabile di dare e ricevere amore. Si tiene informatissima
sulla loro vita privata: sa se sono sposati, quanti figli hanno. Li insegue, va agli
allenamenti, nei ritiri, vede le partite allo stadio, gli scrive, li fotografa,
li filma, gli
fa degli appostamenti, compra loro dei regali, spende tutto quello che
guadagna per biglietti del
treno e per soggiorni in albergo, pur di essere vicina ai propri
beniamini.
I quali, all'inizio forse un po' lusingati, si stancano presto delle
sue attenzioni appiccicose e asfissianti; hanno una tranquillità
familiare da difendere e una concentrazione sportiva da mantenere.
Soltanto Guidolin saprà manifestare una maggiore gentilezza e
disponibilità all'ascolto.
In parte accurata analisi sociologica, Il calcio di Grazia è
un romanzo piacevole, scorrevole, con punte di irresistibile comicità,
che ci sa descrivere con leggerezza i drammi e le amarezze di una comune
fan da stadio.
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