a cura di Giorgio Calcagno, L'identità degli italiani, Laterza, 1998

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L'identità degli italiani non è solo il risultato di determinati avvenimenti storici, ma si sviluppa con il sedimentarsi di abitudini, costrutti mentali, costumi. 

E' la tesi che, mi sembra, sottenda il volume collettivo curato da Giorgio Calcagno, già pubblicato, sotto un titolo leggermente diverso da Laterza nel 1993 (Bianco, rosso e verde. L'identità degli italiani) e riproposto nel 1998 nella collana Economica

E così scopriamo che a farci sentire italiani sono la pizza, il caffè, il calcio, l'arte di arrangiarsi, il melodramma, la parrocchia, la mamma, certi film, certi gesti, certi saluti. Le voci riportate, a mo' di dizionarietto sono 42. Gli interventi di firme prestigiose, autorevoli e famose, tra le quali ricordo quelle di Ajello, Benni, Dahrendorf, Ferrarotti, Fo, Fruttero & Lucentini, Le Goff, Pera, Pratesi, Regge, Romano, Rugarli, Vattimo (e i non citati non sono da meno) appaiono brillanti e non accademici. 

Non si sfugge, tuttavia, ad un'impressione di frammentarietà, di mancanza di organicità. Probabilmente era questo l'intento del curatore, ma il libro, anziché a un saggio ponderato, assomiglia più alle pagine culturali dei settimanali, con interventi arguti, ma slegati.
Ma forse è la nostra identità nazionale dai fondamenti incerti, labili, sfilacciati a non supportare un discorso più unitario.

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Pagina aggiornata il 23.10.00
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