Corinne Maier, Buongiorno pigrizia. Come sopravvivere in azienda lavorando il meno possibile, Bompiani, 2005

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copertinaL'azienda ci prende per il culo, ci sfrutta, ci mortifica. Spesso seleziona per la carriera individui mediocri che ben interpretano la ristrettezza di vedute dominante. 
Un cinico quanto furbastro menefreghismo e un mascherato parassitismo permeano l'attività dei cosiddetti quadri intermedi. Una neolingua brutta e mistificante diffonde, all'interno delle organizzazioni, una retorica del lavoro ipocrita, per resistere alla quale l'autrice, Corinne Maier, dipendente part-time della EDF (Electricité de France), psicanalista e scrittrice, invita tutti a fare il meno possibile, a nascondersi, a non farsi coinvolgere.

Difficile per il lettore non condividere gran parte delle analisi della Maier, esposte con lo stile colloquiale e pungente di chi dice pane al pane e vino al vino. Se non fosse che molti di noi cercano nel lavoro non soltanto una retribuzione economica (importantissima!), ma un significato, l'espressione di una parte importante di sé. Allora fare il meno possibile diventa più faticoso e noioso che impegnarsi.

E poi nessuno ha interesse che crollino le aziende. Sull'alternativa, infatti, l'autrice gira al largo, non si pronuncia. Il libro è volutamente provocatorio, satirico. Si propone di indicarci con forza quello che non va nel nostro modo di vivere e lavorare. Si guarda bene dal fornirci soluzioni veramente attendibili. 

D'altra parte, se spostiamo il ragionamento su un piano di totale realismo, credo che l'implosione delle aziende ci riconsegnerebbe a un'economia rurale, feudale, a un'esistenza poveramente autosufficiente.
Mi parrebbe una soluzione peggiore del male.

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Pagina aggiornata il 07.09.05
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