Sulla psicoanalisi, sui benefici e i danni che ha
prodotto, sulla sua maturità di scienza, si può
discutere. E' certo, però, che le teorie freudiane
hanno notevolmente influenzato la vita culturale del
Novecento, fino a diventare, per lo più in maniera
inconsapevole, uno strumento interpretativo che tutti
adoperiamo, quotidianamente, per leggere la realtà.
Se non possiamo, quindi, non dirci freudiani, sarebbe
bene che approfondissimo meglio la conoscenza della
costruzione teorica del viennese. Specialmente
l'infermiere, cui è necessario un aggiornamento
culturale costante e che, misurandosi con
organizzazioni complesse come ad esempio l'ospedale e
con un fenomeno destabilizzante come la malattia, è
testimone giornalmente di comportamenti che esulano
dalla razionalità e che necessitano tuttavia di
essere compresi. Penso ad esempio ai meccanismi di
difesa, quali la proiezione, che molti di
noi tendono a sviluppare nell'interazione di gruppo o
alla negazione, che spesso viene usata dalle
persone nei confronti di una diagnosi magari grave.
Ecco, le lezioni di Brenner, psicoanalista e studioso
di Freud, ci vengono in soccorso se, volendo evitare
la lettura dell'intero corpus freudiano,
vogliamo dotarci di una conoscenza più precisa e
approfondita della materia.
Destinato principalmente a professionisti che
lavorano in ambito sanitario, dieci capitoli, quasi
300 pagine, questo volume intende fornire una
esposizione chiara ed esauriente dei concetti
fondamentali della teoria psicoanalitica, come
puntualizza l'autore nella introduzione.
Si raccomanda, durante l'istruttiva lettura, di
conservare il proprio spirito critico. La
psicoanalisi può diventare un ulteriore prezioso
strumento conoscitivo, non deve assolutamente essere
presa per un dogma incontrovertibile.