I BOMBER DI PROVINCIA (servizio a cura di Gigi Usai)
Di solito hanno il numero 9
sulle spalle, possono essere prestanti fisicamente oppure leggerini, agili
e guizzanti, ma tutti hanno il senso del gol molto sviluppato, un istinto
quasi animalesco che li porta a identificare il pallone nella loro preda da
catturare spingendola in fondo alla rete.
Parliamo di grandi attaccanti con dei grandi numeri totalizzati dal punto di vista realizzativo durante la loro carriera, ma accomunati da un simile destino, giocare in provincia, accarezzando raramente la serie A e ancora meno le cosiddette squadre blasonate. I loro numeri dimostrano che non hanno nulla da invidiare ai loro colleghi che militano negli squadroni, semplicemente possono aver perso quel treno che passa una sola volta, oppure hanno fatto una scelta di vita sentimentale e ambientale, ma spesso anche perché a loro vengono preferiti attaccanti dai nomi esotici o impronunciabili, o peggio dei cavalli di ritorno, con un passato glorioso e un presente con 20 chili in più, che vengono osannati se fanno un golletto ogni 6 partite! In Italia ci sono ancora i bomber di provincia, hanno tutti passato i 30 anni, ma sanno ancora mettere la doppia cifra sulla classifica cannonieri. |
Giorgio CORONA |
Palermo, 15-5 1974 ATTACCANTE, altezza m 1,90, pso kg 83
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Re Giorgio ha conquistato la serie A all'età di 32
anni, ma dimostrando di esserne all'altezza.
Fin'ora con la maglia del Catania ha segnato 7 gol nella massima serie, di cui una all'esordio nella prima di campionato. Il suo passato calcistico è caratterizzato da una lunga trafila nelle serie minori, tanta C1 e C2, palcoscenici senza dubbio inadeguati al suo talento. Ha segnato complessivamente 128 gol, contando anche i 19 messi a segno col Milazzo nei dilettanti nella stagione 97/98. La squadra in cui ha militato di più è il Catanzaro; vi ha giocato dal 2004 al 2006, diventandone il capitano e l'idolo della tifoseria e soprattutto segnando 46 gol in un campionato di C e due in B. Ha il fisico della prima punta classica, ma è tatticamente intelligente e versatile sapendosi adattare a tutti i ruoli dell'attacco, come sta dimostrando durante questa egregia stagione in serie A. |
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Roma, 30-5-1977 ATTACCANTE, altezza m 1,86, peso kg 79
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Il suo treno per la gloria è passato nel 1998: quando
giocava nel Settempeda, tra i dilettanti, fu acquistato dal Perugia del
vulcanico presidente Gaucci, appassionato di scommesse da trasformare in
oro.
Nella sua prima stagione di A segna 5 gol in 27 partite, ma si vede che il treno non era quello giusto perché la stagione successiva viene ceduto al Vicenza in serie B e la sua permanenza nella serie cadetta dura cinque stagioni consecutive. Segue una breve parentesi in A con l'Ancona nel 2003/2004 dove segna altri 5 gol in 12 presenze, ma l'Ancona è vittima di guai societari e Bucchi torna in B e con le maglie di Ascoli e Modena si scopre bomber spietato, segnando 17 e 30 gol e trovando la sua piena maturità calcistica. Il suo score personale tutt'ora è di 142 gol di cui 90 nei professionisti, ma è ancora giovane e avrà modo di migliorarsi. In questa stagione milita nel Napoli, una nobile decaduta che cerca di tornare fra le grandi, come Bucchi. |
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Velletri (RM), 4-2-1971 ATTACCANTE, altezza m 1,76, peso kg 70
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Lui si definisce un animale da area di rigore, l'unico
della sua specie.
Diciamo che come modestia non è indifferente, ma vedendo i suoi 162 gol segnati fin'ora, non gli si può certo dar torto. Dopo il suo esordio in serie A nel 88/89 con la maglia del Napoli, venne considerato una giovane promessa, ma ci vollero ben sette anni prima che potesse confermare le aspettative dimostrando il suo valore. Prima tanta gavetta in B, cambiando ogni anno squadra, poi nella stagione 96/97 approda al Torino e si trasforma, che sia la mitica maglia granata o l'atmosfera battagliera che si respira sulla sponda meno ricca "calcisticamente", ma non gloriosamente, di Torino, il fatto sta che Marcogol disputa 8 stagioni col Toro, 3 in A e 5 in B, segnando 122 gol in 260 gare e portandosi al secondo posto dei migliori marcatori in maglia granata, dietro Paolo Pulici, 134 gol, e davanti a Ciccio Graziani 97 gol, i mitici gemelli del gol. Idolo della curva Maratona, che ancora lo rimpiange e lo acclama, e molto spesso oggetto di discussione fra chi gli rimprovera di aspettare sempre la palla e non cercare mai di conquistarsela e chi invece lo difende ricordando le vittorie per 1 a 0 zero con un suo gol, magari con quell'unico tiro in porta. Il suo momento di gloria lo incontra nel 2001 quando a Gennaio il Toro lo cede per sei mesi all'Inter, ma in nerazzurro deve convivere con altri grandi attaccanti e non riesce a esprimersi al meglio, gioca solo 11 partite e segna 1 gol. Nel 2004 lascia definitivamente il Toro a causa di problemi societari, lui non l'avrebbe mai fatto. Da allora ha ripreso a cambiare squadra ogni stagione, non sempre lasciando il segno, ma portando con sé sempre la caparbietà e la grinta di un cuore granata. La stagione 2005/2006 la disputa in A con la maglia dell'Ascoli, 26 presenze e 8 gol, dimostrando di essere ancora un calciatore di categoria, ma non viene riconfermato e attualmente gioca in B con l'Hellas Verona, lottando per la salvezza, per una nuova sfida. |
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Bolzano, 19-10-1969
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In 20 anni di calcio parlano di più i suoi numeri che
le parole.
229 gol in carriera, fin ora; ha segnato in tutte le categorie dai dilettanti in su e ha segnato sempre tanto, ma la cosa strana è che ha fatto solamente 2 gol in serie A, dove ha militato per soli sei mesi nella stagione 98/99, con la maglia del Venezia. La colpa non è sua però, perché non è mai stato preso in considerazione, malgrado il suo valore che di certo non si può discutere. Eppure con quel cognome avrebbe dovuto colpire gli addetti ai lavori, che tanto amano portare in Italia pseudofenomeni da Equador, Uruguay, Argentina, Giappone e peggio ancora dall'Albania e Liechtenstein, che nella loro carriera non riusciranno neanche a segnare un quarto dei gol di Schwoch. Tornando ai numeri, i soli 2 gol in serie A non dimostrano niente di negativo se si contano anche i 39 gol in 3 stagioni di interregionale, 40 gol in 4 stagioni di serie C2, 21 gol in 1 stagione di serie C1, 123 gol in 11 stagioni di serie B, una media impressionante e, se fosse stato brasiliano, Altafini sarebbe andato in delirio mistico commentandolo! Durante la sua carriera ha cambiato squadra ogni stagione fino al 2001, quando si è stabilito a Vicenza. Nella squadra biancorossa milita da sei stagioni, ne è diventato il capitano e l'uomo simbolo e, nonostante l'età che avanza, nessun allenatore si permette di metterlo in panchina. La sua è stata una scelta di vita, ha 37 anni e in questa stagione ha per ora messo a segno 8 gol, ma non è detto che abbia esaurito i colpi. |
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Genova, 29-12-1970 ATTACCANTE, altezza m 1,76, peso kg 70
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Pur non essendo una punta centrale, bensì una seconda
punta dotata di estro, velocità e versatilità tattica, Enrico Chiesa ha sempre
dimostrato uno spiccato fiuto per il gol e visto che il suo ruolo non gli
permette di star sempre sotto porta, i suoi gol sono quasi sempre
spettacolari, frutto di giocate fantasiose, tiri di potenza da lontano e
colpi balistici da fermo.
Gioca una stagione col Pontedecimo nei dilettanti poi inizia la sua carriera da professionista nel 87/88 nelle file della Sampdoria, resta a Genova tre stagioni con solo una presenza in A, poi viene ceduto in serie C2 al Teramo, 6 gol, e C1 al Chieti, 5 gol, per fare la solita gavetta; torna quindi alla Samp in A, 26 presenze e 1 gol, ma l'anno dopo si ritrova in serie B nel Modena dove inizia a mostrare il suo valore, 14 gol nella stagione 93/94. Grazie a quest'ultima performance ritrova la serie A l'anno successivo con la Cremonese e non la lascia più. Gioca nove anni ad alti livelli e sempre al fianco di grandi attaccanti, Mancini a Genova, Crespo a Parma, Battistuta a Firenze, campioni che non lo mettono mai in ombra, anzi ne esaltano le qualità e lui riesce sempre a marcare la doppia cifra nello score delle reti segnate. I suoi numeri dicono 163 gol in carriera, finora, di cui 136 in serie A e 7 in 17 presenze in nazionale, un bottino considerevole e di tutto rispetto. Dal 2004 ha deciso anche lui di andare a giocare in provincia e lo fa con la maglia del Siena, sempre in serie A. Non certo con l'intento di svernare: infatti con la maglia dei bianconeri toscani ha fin'ora segnato 32 gol in tre stagioni e anche se ora ha 36 anni pare non voglia fermarsi, finché forza e cuore reggono. Pier Luigi Usai
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