Roberto Baggio, Una porta nel cielo. Un'autobiografia. Limina, 2003

copertinaIn questi anni, da quando ho iniziato ad appassionarmi al calcio seriamente, ho conosciuto Roberto Baggio come calciatore e ho ammirato, "odiato" e amato questo fuoriclasse come credo abbiano fatto tutte le persone che hanno una vera passione per questo sport.

Ho ammirato il suo talento e l'immensa fantasia quando a vent'anni regalava le prime magie con la maglia della Fiorentina e nelle notti magiche di Italia 90.

L'ho "odiato" quando indossava la maglia bianconera e poi rossonera, ma solo per gelosia, perché avrei voluto che quel fenomeno indossasse la maglia della mia squadra del cuore.

L'ho amato svisceratamente quando ha deciso di andare a giocare in provincia, col Bologna e col Brescia, mettendo il suo talento e le sue scommesse, speranze e sogni personali.al servizio degli obbiettivi di squadre tutto sommato minori.

Grazie a questo libro, invece, ho conosciuto Roberto Baggio come Uomo e non mi ha deluso, anche sotto questo aspetto il talento e la classe non sono venuti a mancare.

Nelle 280 pagine del volume, la sua vita viene illustrata con racconti personali e sotto forma di intervista, ma sono presenti anche piacevoli intervalli di poesia e spiritualità.

Roberto racconta sia della sua passione per il calcio, coltivata fin da bambino e vissuta sempre in mezzo a tanti sacrifici e dolore, sia delle sue passioni incontrate nella vita, la famiglia, l'amicizia, la fede e la caccia.

Consiglio questo libro a chi vuol conoscere più a fondo, come merita, un grande campione dell'Italia sportiva, che si racconta con sincerità, spontaneità e ironia, regalandoci, col suo esempio, la speranza, la fiducia e la forza di non mollare mai.

Pier Luigi Usai
(maggio 2006)

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