Benjamin Franklin, Autobiografia, Garzanti, 1999
(titolo originale: Autobiography)
N a r r a t i v a |
![]() Benjamin Franklin, terz'ultimo di diciassette figli, nasce a Boston nel 1706. Appassionato lettore, ma privo di sostanze economiche per portare avanti degli studi regolari, Franklin inizia a lavorare come apprendista, a soli dodici anni, presso la tipografia del fratello maggiore. Grazie alle proprie qualità e alla propria intraprendenza, Franklin riesce ad aprire in seguito una tipografia in proprio. Dopo un soggiorno di perfezionamento a Londra, tornato in America, scrive un almanacco morale educativo di grande successo, fonda un partito unitario della virtù e un corpo volontario di pompieri, inventa un tipo di stufa. Grazie alle ricchezze accumulate si può finalmente dedicare agli amati studi. Fonda l'università di Filadelfia. Il suo genio poliedrico lo porta inoltre ad occuparsi con successo di politica, amministrazione, organizzazione, diplomazia e sperimentazione scientifica. Spirito indipendente e rivoluzionario, incarnazione della cultura settecentesca e della morale protestante, Franklin fu un uomo pratico, ma anche un illuminato innovatore, un genio universale di vasta cultura ed equilibrata saggezza. Con la sua Autobiografia ci consegna un documento che si avvicina all'atmosfera dei romanzi settecenteschi di avventure, in particolare di Defoe. Narrazione senza fronzoli, ricca di fatti e di aneddoti, l'Autobiografia non manca di acute osservazioni sui comportamenti umani. Una conoscenza degli uomini, quella di Franklin, frutto di un'osservazione precisa ed empirica. I tanti piccoli e grandi accadimenti della propria vita offrono il destro allo scrittore per insegnarci come ottenere il massimo profitto dalle nostre attività e dalla nostra vita, rimediando agli inevitabili errori. Grande manuale per raggiungere il successo, ritratto di un self-made man compiutamente realizzato, possiamo considerare l'Autobiografia soprattutto uno dei documenti più significativi sulle origini della mentalità americana. *** Franklin elaborò un personale catalogo di virtù che, conquistate una ad una, secondo la progressione stabilita, gli avrebbero consentito "di raggiungere la perfezione morale". L'utilissimo elenco, senz'altro qualitativamente superiore alla attuale manualistica per manager, è riportato a pagina 107-108 della sua Autobiografia. Lo annoto ad edificazione mia e dei lettori: ordina
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Pagina aggiornata il 25.11.09 |