Benjamin Franklin, Autobiografia, Garzanti, 1999
(titolo originale: Autobiography)

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copertina libroPubblicata per la prima volta in francese nel 1792, dopo la morte dell'autore, grazie a un amico che la tradusse, l'Autobiografia venne stampata nell'originale lingua inglese soltanto nel 1868. 

Benjamin Franklin, terz'ultimo di diciassette figli, nasce a Boston nel 1706. Appassionato lettore, ma privo di sostanze economiche per portare avanti degli studi regolari, Franklin inizia a lavorare come apprendista, a soli dodici anni, presso la tipografia del fratello maggiore. Grazie alle proprie qualità e alla propria intraprendenza, Franklin riesce ad aprire in seguito una tipografia in proprio. Dopo un soggiorno di perfezionamento a Londra, tornato in America, scrive un almanacco morale educativo di grande successo, fonda un partito unitario della virtù e un corpo volontario di pompieri, inventa un tipo di stufa. Grazie alle ricchezze accumulate si può finalmente dedicare agli amati studi. Fonda l'università di Filadelfia. Il suo genio poliedrico lo porta inoltre ad occuparsi con successo di politica, amministrazione, organizzazione, diplomazia e sperimentazione scientifica.

Spirito indipendente e rivoluzionario, incarnazione della cultura settecentesca e della morale protestante, Franklin fu un uomo pratico, ma anche un illuminato innovatore, un genio universale di vasta cultura ed equilibrata saggezza. Con la sua Autobiografia ci consegna un documento che si avvicina all'atmosfera dei romanzi settecenteschi di avventure, in particolare di Defoe.

Narrazione senza fronzoli, ricca di fatti e di aneddoti, l'Autobiografia non manca di acute osservazioni sui comportamenti umani. Una conoscenza degli uomini, quella di Franklin, frutto di un'osservazione precisa ed empirica. I tanti piccoli e grandi accadimenti della propria vita offrono il destro allo scrittore per insegnarci come ottenere il massimo profitto dalle nostre attività e dalla nostra vita, rimediando agli inevitabili errori. Grande manuale per raggiungere il successo, ritratto di un self-made man compiutamente realizzato, possiamo considerare l'Autobiografia soprattutto uno dei documenti più significativi sulle origini della mentalità americana.

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Franklin elaborò un personale catalogo di virtù che, conquistate una ad una, secondo la progressione stabilita, gli avrebbero consentito "di raggiungere la perfezione morale". L'utilissimo elenco, senz'altro qualitativamente superiore alla attuale manualistica per manager, è riportato a pagina 107-108 della sua Autobiografia. Lo annoto ad edificazione mia e dei lettori:

1. Temperanza.

Non mangiare a sazietà, non bere fino a divenire euforico.

2. Silenzio.

Non parlare se non per recar beneficio a te stesso o ad altri. Evita i discorsi futili.

3. Ordine.

Ogni tua cosa abbia il suo posto, a ciascuna delle tue attività dedica il giusto tempo.

4. Risolutezza.

Stabilisci di fare ciò che devi fare. Esegui senza fallo quanto hai deciso.

5. Parsimonia.

Non spendere nulla se non per far del bene a te stesso o ad altri, vale a dire non sprecare niente.

6. Operosità.

Non perdere tempo. Sii sempre impegnato in qualcosa di utile. Evita ogni azione superflua.

7. Sincerità.

Non ricorrere a sotterfugi che possono causare danno. I tuoi pensieri siano innocenti e giusti e tali rimangano se decidi di esprimerli.

8. Giustizia.

Non offendere nessuno, facendogli un torto o trascurando il dovere di fargli del bene.

9. Moderazione.

Evita gli estremi. Trattieniti dal risentirti dei torti per come pensi che meriterebbero.

10. Pulizia.

Non tollerare alcuna sporcizia nel corpo, negli abiti o in casa.

11. Tranquillità.

Non agitarti per le inezie o per gli accidenti comuni e inevitabili.

12. Castità.

Di Venere usa raramente, solo per mantenere la salute o procreare, mai fino a saziarti, a infiacchirti o a pregiudicare la tua o l'altrui pace o reputazione.

13. Umiltà.

Imita Gesù e Socrate

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Pagina aggiornata il 25.11.09
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