Chi assiste pazienti allettati, sa che uno dei
problemi più frequenti che l'infermiere si trova a
dover affrontare è quello delle lesioni da decubito.
Recenti ricerche AISLeC denunciavano un'incidenza,
negli ospedali, di lesioni da decubito, pari al
13,2%. Si calcola che ogni paziente che sviluppi una
lesione da pressione, comporti una spesa sanitaria
aggiuntiva di 7 milioni di lire, tanto che spesso si
utilizza l'incidenza delle piaghe come parametro,
generico, della qualità dell'assistenza erogata.
Molte risorse in termini di tempo ed energia vengono,
perciò, impiegate nella prevenzione e nel
trattamento di questa complicanza. Gli stessi autori
del libro che qui presento, medici specialisti,
riconoscono di aver cercato di cogliere il
problema nei suoi vari aspetti sottolineando quello
essenziale: il nursing.
Una monografia, dunque questa, a cura
dell'Università di Ancona, che cerca di fare il
punto sull'etiopatogenesi, la prevenzione e il
trattamento (farmacologico, fisico, chirurgico e
nutrizionale) di questa importante patologia. Il
volume è corredato da molte foto in bianco e nero e,
soprattutto, a colori, e da un'ampia e documentata
casistica.
Per l'infermiere, viene sottolineata, tra
gli altri accorgimenti, la necessità, nel variare le
posture del paziente, a scopo preventivo e
terapeutico, di adottare anche la posizione obliqua a
30°, che riduce la compressione sia sul sacro che
sui trocanteri, più vantaggiosa, quindi, rispetto ad
altre posture canoniche.
* Un sito di nursing, professionalmente ricco e
qualificato inerente il trattamento delle ulcere da
decubito è quello dell'AISLeC, Associazione
Infermieristica per lo Studio delle Lesioni Cutanee.