La razionalizzazione della spesa sanitaria, con
conseguente riduzione dei posti letto per acuti
riservati alla diabetologia, portano sempre più
spesso il paziente diabetico, anche scompensato, ad
essere preso in carico da altri reparti di degenza.
La complessità della malattia richiede un'assistenza
doverosamente qualificata, per cui sono
particolarmente opportuni testi come questo,
riservati all'infermiere e al suo aggiornamento.
Redatto da due specialisti del Centro di Diabetologia
di Messina, il manuale consta di 18 capitoli e 201
pagine.
Il volume tratta della classificazione del diabete
mellito (DM) definito come un'affezione
metabolica caratterizzata da persistente cronica
iperglicemia per carenza assoluta o relativa di
insulina (sintomi classici principali:
polifagia, dimagrimento, polidipsia, poliuria);
dell'etiopatogenesi del diabete mellito di tipo 1 e
di tipo 2 ("il diabete mellito di tipo 2
nella sua etiopatogenesi è un mistero");
elenca i principali test diagnostici di laboratorio
(prelievo di sangue capillare, prelievo di sangue
venoso, test da carico orale del glucosio, emoglobina
glicata, ecc.).
Vengono poi prese in esame la dieta (la dieta nel
diabetico è un modo di fare cura), la terapia
insulinica e quella con ipoglicemizzanti orali, per
continuare con le complicanze acute (chetoacidosi
diabetica, coma iperglicemico iperosmolare non
chetonico, coma ipoglicemico, acidosi lattica) e
tardive (macroangiopatia, microangiopatia,
neuropatia, retinopatia diabetica, nefropatia
diabetica, ecc.) della malattia diabetica. Un
capitolo viene dedicato rispettivamente al diabete in
gravidanza; al paziente diabetico sottoposto ad
intervento chirurgico (lo stress chirurgico e gli
anestetici incidono significativamente sulla
glicemia); al paziente diabetico in dialisi; ai
problemi odontostomatologici in diabetologia; al
cosiddetto "piede diabetico".
Importantissimo il capitolo dedicato
all'organizzazione di un Centro antidiabetico, dove
l'infermiere fa parte dell'equipe curante in
posizione preminente insieme col medico, lo
psicologo, il biologo, il dietista.
In generale, il testo sottolinea come il controllo
metabolico garantisca al diabetico un'eccellente
qualità di vita ritardando la comparsa e il decorso
delle complicanze.
Oltre ad instaurare una terapia dietetica e
farmacologica corretta, è molto importante che il
paziente ed eventualmente i familiari vengano
coinvolti tramite un'efficace opera di educazione
sanitaria e che venga promosso l'autocontrollo
domiciliare della glicemia (più utile del rilievo
della glicosuria), oggi facilmente attuabile con
l'uso di strisce reattive e di reflettometri sempre
più maneggevoli e precisi. Inoltre è bene che il
malato adegui il proprio stile di vita e, soprattutto,
giunga ad accettare la malattia e il regime
terapeutico conseguente.