Antonino Arcoraci, Pietro Pata, Assistenza al paziente diabetico, Uses, 1989

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La razionalizzazione della spesa sanitaria, con conseguente riduzione dei posti letto per acuti riservati alla diabetologia, portano sempre più spesso il paziente diabetico, anche scompensato, ad essere preso in carico da altri reparti di degenza.
La complessità della malattia richiede un'assistenza doverosamente qualificata, per cui sono particolarmente opportuni testi come questo, riservati all'infermiere e al suo aggiornamento.

Redatto da due specialisti del Centro di Diabetologia di Messina, il manuale consta di 18 capitoli e 201 pagine.
Il volume tratta della classificazione del diabete mellito (DM) definito come un'affezione metabolica caratterizzata da persistente cronica iperglicemia per carenza assoluta o relativa di insulina (sintomi classici principali: polifagia, dimagrimento, polidipsia, poliuria); dell'etiopatogenesi del diabete mellito di tipo 1 e di tipo 2 ("il diabete mellito di tipo 2 nella sua etiopatogenesi è un mistero"); elenca i principali test diagnostici di laboratorio (prelievo di sangue capillare, prelievo di sangue venoso, test da carico orale del glucosio, emoglobina glicata, ecc.).

Vengono poi prese in esame la dieta (la dieta nel diabetico è un modo di fare cura), la terapia insulinica e quella con ipoglicemizzanti orali, per continuare con le complicanze acute (chetoacidosi diabetica, coma iperglicemico iperosmolare non chetonico, coma ipoglicemico, acidosi lattica) e tardive (macroangiopatia, microangiopatia, neuropatia, retinopatia diabetica, nefropatia diabetica, ecc.) della malattia diabetica. Un capitolo viene dedicato rispettivamente al diabete in gravidanza; al paziente diabetico sottoposto ad intervento chirurgico (lo stress chirurgico e gli anestetici incidono significativamente sulla glicemia); al paziente diabetico in dialisi; ai problemi odontostomatologici in diabetologia; al cosiddetto "piede diabetico".
Importantissimo il capitolo dedicato all'organizzazione di un Centro antidiabetico, dove l'infermiere fa parte dell'equipe curante in posizione preminente insieme col medico, lo psicologo, il biologo, il dietista.
In generale, il testo sottolinea come il controllo metabolico garantisca al diabetico un'eccellente qualità di vita ritardando la comparsa e il decorso delle complicanze.

Oltre ad instaurare una terapia dietetica e farmacologica corretta, è molto importante che il paziente ed eventualmente i familiari vengano coinvolti tramite un'efficace opera di educazione sanitaria e che venga promosso l'autocontrollo domiciliare della glicemia (più utile del rilievo della glicosuria), oggi facilmente attuabile con l'uso di strisce reattive e di reflettometri sempre più maneggevoli e precisi. Inoltre è bene che il malato adegui il proprio stile di vita e, soprattutto, giunga ad accettare la malattia e il regime terapeutico conseguente.

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