Claudio Piersanti, L'appeso, Feltrinelli, 2000

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copertinaAntonio Cane è una specie di agente segreto, in missione in una "casa di matti" per indagare su Giovanni Corsini, un ex militare che custodisce oscuri e imbarazzanti segreti di Stato.
I due si avvicinano, si parlano, scoprono persino delle affinità spirituali ed emotive, ma il precipitare degli eventi porterà Cane ad ammazzare l'anziano antagonista.

Sullo sfondo, altri personaggi, mentalmente turbati, impossibilitati a trovare nella propria vita un equilibrio, pur non difettando di qualità. Su tutti gli ospiti della casa assistita vigila Otello, un infermiere volgare, poco disponibile, negligente.
A pilotare le azioni di Cane dall'esterno della casa, impartirgli istruzioni, consigliarlo, c'è il metodico, prevedibile, colto e noioso Angelo.

Il protagonista del romanzo, il misterioso Antonio Cane, è un uomo che ha superato, disorientato, quella linea d'ombra che sono i quarant'anni, (Si è giovani anche troppo a lungo e poi all'improvviso si è anziani. E la vita vera quale sarebbe?), una famiglia alle spalle, un tran tran coniugale che non lo soddisfa. Incerto, sensibile, con un amore segreto il cui pensiero turba e consola la sua mente e gli tiene compagnia durante le giornate di lavoro gonfie di attesa.

Tra i quaranta e i cinquanta [...] Il massimo della forza, il massimo dell'intelligenza. Dieci anni esatti, neanche un mese di più. Vuol dire che così dura la vita vera. Poi si va a credito, o si pagano gli interessi, a seconda dei casi, gli dirà Corsini, comunicando l'unico messaggio di speranza, unitamente ai giovani e freschi sentimenti amorosi del protagonista, dell'intero libro, altrimenti piacevolmente desolato.

Gran parte del romanzo consiste nella descrizione della vita interiore del protagonista, delle sue debolezze ed esitazioni, dei suoi ragionamenti che snocciolano una frammentaria e fragile concezione della vita, l'unica attualmente possibile.

Piersanti è narratore stimato dalla critica. Eppure il suo romanzo, peraltro buono, non mi ha entusiasmato, ho faticato a concluderlo, l'ho trovato poco ispirato, una costruita prova d'autore, un esercizio narrativo gradevole, ma niente di più.

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Pagina aggiornata il 14.02.01
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