Antonucci è un medico, che ha collaborato con
Franco Basaglia e ha diretto il manicomio di Imola.
Quindi un addetto ai lavori.
La posizione radicale,
sostenuta da Antonucci in questo libretto di 200
pagine, "è rappresentata dal pensiero
non-psichiatrico, che considera la psichiatria
un'ideologia priva di contenuto scientifico, una non
conoscenza, il cui scopo è annientare le persone
invece di provare a capire le difficoltà della vita
sia individuale che sociale per poi difendere le
persone, cambiare la società e dar vita a una
cultura veramente nuova".
Il libro è, appunto, costituito dalle
argomentazioni dell'autore in appoggio alle sue
convinzioni, intrecciate alla descrizione delle
proprie esperienze sul campo.
Per chi non condividesse le tesi del dott. Antonucci,
il libro è comunque interessante perché, oltre ad esporre le
tesi di una psichiatria critica, riporta le prove
documentali, ossia le cartelle cliniche di
alcuni pazienti, per cui anche chi non ha lavorato in
un reparto psichiatrico può farsi un'idea di come si
aggiorni il diario medico in psichiatria, almeno
secondo le concezioni tradizionali.