Giorgio Antonucci, Il pregiudizio psichiatrico, Eleuthera, 1989

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Antonucci è un medico, che ha collaborato con Franco Basaglia e ha diretto il manicomio di Imola. Quindi un addetto ai lavori. 

La posizione radicale, sostenuta da Antonucci in questo libretto di 200 pagine, "è rappresentata dal pensiero non-psichiatrico, che considera la psichiatria un'ideologia priva di contenuto scientifico, una non conoscenza, il cui scopo è annientare le persone invece di provare a capire le difficoltà della vita sia individuale che sociale per poi difendere le persone, cambiare la società e dar vita a una cultura veramente nuova".

Il libro è, appunto, costituito dalle argomentazioni dell'autore in appoggio alle sue convinzioni, intrecciate alla descrizione delle proprie esperienze sul campo.

Per chi non condividesse le tesi del dott. Antonucci, il libro è comunque interessante perché, oltre ad esporre le tesi di una psichiatria critica, riporta le prove documentali, ossia le cartelle cliniche di alcuni pazienti, per cui anche chi non ha lavorato in un reparto psichiatrico può farsi un'idea di come si aggiorni il diario medico in psichiatria, almeno secondo le concezioni tradizionali.

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