Mario Farnè, L'ansia. Un'indomabile nemica o un'alleata per il successo?, Il Mulino, 2005

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copertinaL'ansia possiede due valenze: da un lato è una manifestazione normale dell'esistenza umana, un'attivazione fisiologica, mediata da ormoni quali l'adrenalina e il cortisone, che ci aiuta a individuare e a difenderci dai pericoli e ad aumentare la nostra conoscenza del mondo e la nostra capacità di dirigere la nostra esistenza secondo i nostri obiettivi, dall'altro, quando assume aspetti quantitativi esorbitanti, è di ostacolo a una vita soddisfacente. Nel primo caso, l'ansia si può considerare, secondo l'opinione dello psicologo americano Liddell, come "l'ombra dell'intelligenza". 
L'ansia può essere invece definita patologica soltanto quando riduce la nostra efficienza nel portare a termine le nostre attività quotidiane.

La vita contemporanea, così frenetica e ricca di stimoli, concorre senz'altro ad aumentare i nostri livelli di ansia. Non a caso il poeta inglese Auden definì la nostra l'età dell'ansia. Scrive Farnè che, "secondo alcune ricerche statunitensi, tra la fine del XIX secolo e la fine del XX, gli stimoli che ci investono sono aumentati ogni giorno di 65.000 unità (e tutti sappiamo che da allora sono [ulteriormente,  ndr] aumentati)".
D'altra parte, l'ansia è un aspetto soggettivo, per cui alcuni individui sostengono e ritengono addirittura corroboranti livelli d'ansia che altri non reggono senza ammalarsi.

L'ansia patologica può essere classificata in ansia generalizzata e in ansia acuta. L'ansia generalizzata si manifesta principalmente attraverso i disturbi del sonno, l'ansia sociale e l'ansia per la salute (ipocondria).

L'ansia acuta comprende gli attacchi di panico, sempre più diffusi, che mimano il più delle volte attacchi cardiaci, con sensazione di morte imminente e con ricorso frequente alla consultazione medica in Pronto Soccorso. Gli attacchi di panico, all'inizio imprevedibili,  possono sfociare nello sviluppo di disturbanti fobie, legate ai luoghi e alle circostanze teatro del primo attacco.
Oppure l'ansia acuta può manifestarsi sotto forma di disturbi da stress postraumatico (Dspt), frequenti nei soldati impegnati sul fronte di guerra e nelle vittime di stupri, aggressioni, attentati terroristici, disastri ambientali.

Per difendersi dall'ansia l'Io dispone di meccanismi di difesa, indagati principalmente dalla psicanalisi, che a loro volta possono essere distinti, abbastanza grossolanamente, secondo una classificazione più recente, in difese immature e nevrotiche (acting out, annullamento, compensazione, conversione, dissociazione, fissazione, formazione reattiva, identificazione, negazione, proiezione, razionalizzazione, regressione, rimozione [il meccanismo di difesa più importante] e spostamento) e difese mature (altruismo, anticipazione, sublimazione, umorismo e ridere).

La prevenzione primaria dei disturbi d'ansia è un compito molto arduo. Alcuni autori pongono particolare enfasi sulla riduzione dello stress, sull'abilità nel saperlo affrontare e mitigare, sulla percezione di se stessi come individui competenti, sul valutarsi positivamente e l'avere l'appoggio sociale.

Come si cura l'ansia? Esistono degli psicofarmaci, che agiscono però esclusivamente sul sintomo e non sono sempre efficaci in una cura a lungo termine. 
Se la persona ansiosa non riesce a modificare da sola il proprio stile di vita  e a giungere a una conoscenza di sé che favorisca un migliore equilibrio ed armonia di vita, egli può ricorrere ad alcune efficaci tecniche di rilassamento, la più famosa delle quali, il training autogeno di Schultz, oltre al rilassamento, contribuisce a modificare la personalità. Più spesso però, dovrà rivolgersi a uno psicoterapista specializzato. 

La psicoterapia non è un farmaco e il bravo psicoterapista si propone al paziente come guida o maestro. L'obiettivo della psicoterapia è il cambiamento della personalità del cliente.
Il paziente dovrà essere animato, durante la durata dell'intero trattamento, dalla sincera volontà di cambiare, mentre le qualità principali richieste a un bravo psicoterapista (o psicoterapeuta), al di là dei riferimenti concettuali e teorici utilizzati, sono: 1. Saper ascoltare; 2. Rispettare l'altro; 3. Adattare il proprio metodo secondo il paziente e il momento.

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