Giani Stuparich, Un anno di scuola, Einaudi, 1961

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Accade che a volte sia il cinema a innescare la voglia di leggere un libro. Nel mio caso la reminiscenza di un film-tv in bianco e nero, di non so quanti anni fa, che attirò la mia attenzione di spettatore cinematografico distratto e poco persuaso.
Un film gentile, raccolto, soffuso di una delicata e moderna sensibilità.

Un anno di scuola, dunque, è un racconto di Giani Stuparich (1891- 1961).
La vicenda si snoda in un ginnasio triestino, dove un gruppo di ragazzi, dell'ultimo anno, ha la propria iniziazione alla vita adulta.
Protagonista è Edda Marty, una ragazza bella, inquieta, ribelle, libera, vogliosa di condurre la propria esistenza fuori della stretta di una famiglia amorevole, ma convenzionale.
Le fa corona un gruppo di coetanei: Giorgio Antero, mite, aristocratico, riflessivo, malinconico e orgoglioso, il generoso e loquace Pasini, ammiratore di D'Annunzio, infine Mitis, dalla rude franchezza..

Tra Antero ed Edda nasce un sentimento amoroso fondato sull'affinità spirituale e sensuale. Ma il momento della passione, delle passeggiate e dei baci passa presto; Edda, unica ragazza in una classe di maschi, fa innamorare un po' tutti. Addirittura uno dei ragazzi, Pasini, causa il sentimento non ricambiato, tenta il suicidio.
Edda, sollecitata dalla sorella di lui, corre in ospedale, al suo capezzale, per consolarlo. Seguono delle incomprensioni fra lei e Giorgio. 
La madre di Antero scongiura la ragazza, in un moto di amore materno eccessivo e un po' egoista, ad allontanarsi dal figlio. Giorgio abbandona la scuola per un mese, adducendo come pretesto un esaurimento nervoso: vedere Edda gli fa troppo male. 
Nel mentre, Pasini guarisce, ma è costretto a riconoscere che il sentimento di Edda per lui è soltanto una parvenza di affetto materno. 
I ragazzi si ritrovano per gli esami, ma non sono più gli stessi, le nuove esperienze vissute nell'anno di scuola appena trascorso li hanno maturati.

"Egli [Antero, ndr ] sentiva che per lui quell'anno era stato la prima, grande e dolorosa esperienza della sua vita: di qua avrebbe cominciato".

Fa da cornice alla vicenda una Trieste dal duplice aspetto di importante centro portuale, ma nello stesso tempo cittadina provinciale percorsa da una vena di gretto conformismo.

Tra i personaggi minori spicca Hedwig, sorella maggiore di Edda e modello da imitare. Morirà giovane di tisi, la stessa malattia che sembra minare la salute di Edda.

Un anno di scuola costituisce, a mio avviso, un autentico piccolo capolavoro della letteratura italiana. Un racconto dove l'amore, l'amicizia, l'iniziazione alla vita di un gruppo di giovani è raccontato in modo sommesso, quotidiano, garbato e preciso. Una lezione morale, una narrazione che appartiene di diritto alla grande letteratura della Mitteleuropa.

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