Nikolaj Vasil'evic Gogol' Le anime morte, Garzanti, 2004

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copertinaPoema satirico in prosa, Le anime morte, il cui primo volume uscì nel 1842, narra le vicende dell'enigmatico Pavel Ivanovic Cicikov, che viaggia attraverso la Russia zarista comprando appunto, per pochi rubli, anime morte. 

Si tratta di contadini, chiamati "anime" nella Russia dell'Ottocento, morti dopo l'ultimo censimento e sui quali i proprietari erano tenuti a pagare la tassa governativa fino al censimento successivo. 
Con questo stratagemma Cicikov, sempre proteso a migliorare la propria posizione economica e sociale, intende ottenere delle agevolazioni nell'assegnazione di terre. 

Il romanzo costituisce un incisivo affresco della Russia rurale e provinciale quale si offre agli occhi del protagonista attraverso i proprietari, le case, le locande, i cocchieri, i contadini, i notabili di provincia. Spiccano tra i molti personaggi i proprietari che Cicikov via via incontra: il fatuo Manilov, sentimentale e vuoto; la vecchia Korobocka, parsimoniosa e sospettosa, l'invadente Nozdriov, mitomane e ubriacone, l'unico che comprende l'astuta strategia di Cicikov e non gli vende anime; Sobakevic, l'uomo alla buona, grossolano, ma accorto negli affari; Pliuskin, il prototipo dell'avaro. 

Cicikov a un certo punto riesce a passare per milionario nella città dove ha preso dimora, viene adulato, corteggiato e ogni porta gli è aperta. Ma lentamente la verità viene a galla e Cicikov è costretto a partire.

Definito dalla critica romanzo realista, a Gogol' tale definizione non piacque: preferiva si parlasse di "poema in prosa".

Gogol' è straordinario nel mostrarci l'uomo nelle sue contraddizioni e nei suoi lati grotteschi. La sua descrizione della vita negli uffici e nelle campagne e il suo ritratto di una società di burocrati, lestofanti, arrivisti e scansafatiche valgono più di cento trattati di management.

A volte basta una sfumatura, una indecisione a mutare un destino; il passaggio dalla polvere all'altare e viceversa, l'alternarsi sempre mutevole della umana fortuna nella vita degli individui, sembrano legati all'imperscrutabile alchimia di vizi e di virtù personali e alle condizioni storiche in cui gli uomini si trovano ad operare.

L'essere umano è fragile, sottoposto a mille appetiti e passioni, che lo rendono corruttibile. Il denaro sembra possedere una forza demoniaca.

Molto belle e, direi, ancora attuali, le descrizioni che fa Gogol' della vita cittadina, piena di insidie, di richiami, di allettamenti, di stimoli vari e nuovi: un variopinto, continuo pulsare di caotica vitalità.

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Pagina aggiornata il 30.07.06
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