VIAGGIO |
Il continuo viaggiare alla
lunga stanca, le novità che ben presto non sono più novità, tutte
quelle persone sempre eguali con le loro situazioni e i loro rapporti
sempre eguali, la vista del paesaggio che si avvicina e si allontana
sempre eguale, le condizioni sempre eguali che si ripetono sempre
eguali, condizioni di clima di amicizie di inimicizie, condizioni
politiche naturali mediche eccetera. (T. Bernhard, La fornace) Ma i veri viaggiatori sono soltanto coloro che partono per
partire, col cuore lieve, simile a un pallone; non si separano mai dal
loro destino e, senza sapere perché, dicono sempre: Andiamo! Chi molto va in pellegrinaggio, di rado diventa santo. Viaggiare animati dalla speranza è meglio che arrivare. Paesi stupidi, dove non piove mai. Andare in vacanza è come rispondere a un sondaggio. Quando si
scopre che il 70 per cento delle persone ci va è brutto sentirsi
esclusi da quella percentuale e ci si vuole entrare, si vuole far
parte della maggioranza. Perché non è facile andare controcorrente,
crea ansia. Tra la solitudine e la confusione si preferisce la
confusione. Viaggiare. Per viaggiare basta esistere. Come sei bello talora, o lungo, lungo viaggio! Quante volte,
come uno che sta per perdersi, per affogare, io mi sono aggrappato a
te e tu ogni volta generosamente mi hai sostenuto e mi hai salvato! E
quanti bei pensieri, quanti sogni poetici sono nati da te, quante
mirabili sensazioni mi hai fatto provare! Il vero viaggio di scoperta non è vedere nuovi mondi, ma
cambiare occhi. Se fosse vero che i viaggi educano la
mente, i controllori dei treni sarebbero gli uomini
più saggi del mondo. Chi non ha viaggiato è pieno di pregiudizi. Il viaggiatore vede soltanto la facciata dell'edificio. No, il turista non sciupa tutto; abbellisce Venezia, d'estate
e che orrore i paesini di montagna, in aprile, dopo la partenza dei
turisti. Il viaggio insegna la tolleranza. Il tempo raggrinza la pelle degli uomini e liscia quella dei
pneumatici. All'estero mi sento a casa mia. Chi teme ogni nube non parte mai. In viaggio, mi avvolge un sentimento di pace e di sicurezza. A viaggiare, alcuni si induriscono, ma la maggior parte si
sgrezza. I viaggi sono la parte frivola della vita delle persone serie e
la parte seria della vita delle persone frivole. Andarsene è vincere la propria causa contro l'abitudine. [i] benedettini, questi Ulissi cristiani che si spingevano
impavidi lontano e si radicavano in terre sconosciute, insegnando
l'amore per la verità e il sapere e anche la stabilitas loci,
quell'amore intenso e tranquillo per la terra natale che consente di
trascorrere tutta la vita in un angolo sperduto sentendosi a casa nel
mondo e senza smanie di partire e di fuggire. Il viaggio è veramente un corso di pazienza. Restare a casa propria è una negligenza di cui, presto o tardi,
si verrà puniti. [...] deserto: che è aridità, morte, minaccia, ma anche prova,
pazienza, traversata, ricerca dell'acqua della vita. Ma papà lo sapeva che soprattutto partivo da lui, da me, da
quel che ero stato e non volevo più essere. Partivo per andare a
cercarmi, e in tutti questi anni di me non ho trovato che vaghi,
fuggevoli indizi. "Dove siete diretti?" [...] noi quattro passavamo giorni felici fatti di niente, di
risate, di vagabondaggi, di coscienziose visite a palazzi, chiese,
caffè e osterie, di amabili disguidi ed equivoci, di tempo bevuto a
fondo senza assilli da fuggire né mete da raggiungere, tempo buttato
spensieratamente come la moneta nel cappello di un mendicante[...]. L'Arno va in piena appena qualcuno vi piscia dentro. |
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