PSICOLOGIA

L'ozio è il cominciamento di ogni psicologia.
(F. Nietzsche)

Bisognerebbe capirci qualcosa.
(Levi Strauss su Lacan)

Il suo è terrorismo intellettuale.
(L. Althusser su Lacan)

Non ho tempo di leggere testi palesemente barocchi. Lo psichiatra ha bisogno dello psichiatra.
(M. Heidegger su Lacan)

La psicoanalisi mi sembra una cosa molto approssimativa.
(L. Pintor)

Non si cresce senza rischiare, senza mettersi alla prova, senza provare a navigare da soli
(F. Scaparro)

Suocera e nuora nella stessa casa sono come due mule selvatiche nella stessa stalla.
(G. Verga)

L'analista non si autorizza che da se stesso.
(J. Lacan)

Un impulso smisurato pone all'intelletto dei compiti e mette il soggetto in situazioni che sono al disopra delle sue forze. Questi individui, spesso forniti di un'eccellente memoria meccanica e linguistica, "appaiono all'osservatore superficiale come pensatori versatili, mentre per colui che li osserva più attentamente sono solo dei confusionari". Essi sono incapaci "di trovare nell'esperienza direttive utili per le loro azioni", ma hanno di sé stessi un'incorreggibile sopravalutazione e una completa mancanza di autocritica. Per questo impulso a farsi valere, per il bisogno di fare impressione, per queste "idiozie da salotto", parlando danno libero corso a tutte le associazioni che sorgono in loro: sembra di essere di fronte ad una fuga di idee, ma non è una vera fuga di idee, è solo una ricca catena di "trovate" comprensibili, che procedono secondo il filo conduttore del linguaggio e di una memoria meccanica. Invece di sviluppare delle idee, espongono il loro sapere in modo caotico, invece di manifestare una opinione e di prendere posizione, mostrano una magniloquenza spiritosa. Le parole, e non il pensiero, hanno la direzione del discorso. Ad un pensiero cosciente del fine, si sostituisce una specie di voluttà per lo spirito che suppongono di possedere, e che però riproduce soltanto, in modo testuale, ciò che hanno letto. Tali individui ingannano per il tipo di convinzioni che essi hanno e che ricorda la "pseudologia fantastica, come se ciò che dicono provenisse più o meno da loro stessi"; e per contenuto scelgono volentieri i problemi più elevati.
(K. Jaspers, Psicopatologia generale)

Più della psicologia stessa, la sofferenza la sa lunga in materia di psicologia.
(M. Proust, Alla ricerca del tempo perduto)

Gli scritti di Lacan sembravano difficili a molti: Melanie Klein non lo lesse mai perché, diceva, ci sarebbe voluto troppo tempo per decifrarlo, persino Heidegger lo trovava oscuro.
(E. Rasy)

Impossibile ridire quel che hanno patito le mie orecchie a una serata di freudiani. Era un confricarsi inerte di stupidità che si riconoscevano nella medesima iniziazione; il linguaggio erano vermi esplosi in menti decomposte, o degradate da una dose alcolica micidiale e continua di scemenza. Conferenzieri e ascoltanti fumavano tutti, nervosissimi. Impossibile resistere a due nubi tossiche congiunte... L'oratrice, di una certa eleganza, disinvoltamente idiota, dirige una rivista; nel viso senza luce si leggeva il miserabile bisogno di sentirsi superiori, per mezzo di un linguaggio che fornisca le chiavi del mistero. 
(G. Ceronetti, Un viaggio in Italia)

Un complesso d'inferiorità deriva semplicemente dalla sensazione che non si sta facendo del proprio meglio.
(F. Scott Fitzgerald, I taccuini)

La psicoanalisi non è una scienza. È soltanto una congettura che tutti possono variare a loro arbitrio, capriccio e fantasia.
In quanto all'inconscio, al mistero dell'uomo, al suo fato, al non sapere da dove veniamo e dove siamo diretti, già i tragici greci - Eschilo, Sofocle, Euripide - affrontarono e cantarono tale cieco argomento.
(M. Tobino, Gli ultimi giorni di Magliano)

Se io, come professore universitario, un anno dico che credo in Platone e l'anno successivo che non ci credo più, nessuno mi toglie lo stipendio. Ma se un analista, in capo a una vita dedicata alla professione si accorge che la psicoanalisi non funziona, come fa a tornare indietro, a rinunciare al lavoro?
(A. Grünbaum)

I bambini più piccoli [...] sanno già che "il bacio della mamma fa passare tutto". Purtroppo, la fiducia nell'onnipotenza materna scompare e viene sostituita dalle credenze della comunità di cui fanno parte. Nello Zambesi, la fiducia può essere riposta nell'agitare pezzetti d'ossa; sulla Senna nel potere dell'acqua di Vichy; sul fiume Hudson nel lettino dello psicanalista.
(P. Wall, Perché proviamo dolore)

"No, non sono andato da uno psicologo, né intendo andarci. Sono un uomo fatto e finito. Non amo farmi dare consigli. Sono ormai fuori della portata di qualsiasi consiglio".
(J.M. Coetzee, Vergogna)

Qua e là appare un giovane, appena maturo per il servizio militare, e racconta che si è meritato un'alta carica militare per un qualche merito davvero straordinario, che si è conquistato sul campo (...) e poi che Hindenburg, il Principe ereditario o l'Imperatore lo ha lodato o invitato a pranzo... In psichiatria questi "Tartarino di Tarascona" si conoscono col nome di bugiardi patologici, imbroglioni isterici o pseudologia phantastica.
(A. Alzheimer)

L'errore è credere di poter chiarire qualcosa. Le cose capitano e parlarne non aiuta.
(dal film Turista per caso di L. Kasdan con W. Hart)

Non voglio conoscermi interiormente. Non faccio il sub, faccio il surf.
(un giovane americano)

Il sintomo è una metafora.
(J. Lacan)

Di solito la madre, più che amare il figlio, si ama nel figlio.
(F. Nietzsche)

Dei sei casi clinici pubblicati da Freud quali pilastri della psicoanalisi, uno riguarda un paziente che abbandonò disgustato la terapia dopo appena tre mesi, due non furono realmente tratti da lui e un altro non implicò alcuna vera terapia. Dei casi effettivamente seguiti, solo due comportarono vere o supposte cure, ma uno dei pazienti ebbe in seguito a dire che la "cura" si era basata su un completo fraintendimento dei fatti.
(F. Sulloway, storico)

Non è compito dello psicologo capire quel che non si capisce. Non facciamo i ciarlatani e dichiariamo francamente che a questo mondo non si capisce nulla. Soltanto gli imbecilli e i ciarlatani sanno e comprendono tutto.
(A. Cechov, lettera a Ivan Leont'ev, 1888)

La psicoanalisi è stata vissuta dalla generazione del '68 come un vento di libertà; oggi prende la forma di un dogma intoccabile.
(C. Meyer, Le livre noir de la psychanalyse)

Si crede in Freud come si crede nel Vangelo. Questo deve finire.
(J. Van Rillaer, professore di psicologia a Lovanio)

La coscienza è più terribile di qualunque inconscio.
(M. Bachtin, Piano per il rifacimento del libro su Dostoevskij)

Un pregiudizio molto comune [...] pretenderebbe che i bisogni umani fossero più semplici nelle culture primitive, e invece più complicati e magari anche più artificiosi nelle culture industriali. Questo assunto è suggestivo, ma è probabilmente assai più falso che vero. I nostri bisogni fondamentali sono, in realtà, sempre gli stessi: ciò che varia è caso mai la risposta che ogni cultura è in grado di fornire. Il problema è che [...] sicuramente le culture preindustriali forniscono ai singoli un difetto di risposte, cioè offrono una carenza di possibilità ai bisogni di ciascuno.
[...] Se è vero che noi disponiamo ovunque, in quanto membri della specie umana, dello stesso tipo di apparati cognitivi, o mentali, allora si può sostenere che abbiamo anche ovunque gli stessi diritti. Questi ultimi, come è evidente, sono anzitutto diritti di sviluppo e di realizzazione di sé. Qui l'idea di eguaglianza trova un suo fondamento nel fatto che, in tutto il mondo e in tutte le culture, ciascun individuo richiede spontaneamente, per crescere, le stesse garanzie, le stesse possibilità di base in termini di sicurezza e di stimoli ambientali. E dunque, in conclusione, possiamo ben ribadire che tutti gli esseri umani, ovunque collocati, maschi o femmine, a qualsiasi tradizione appartengano, dovrebbero trovare le condizioni idonee a sviluppare liberamente la propria intelligenza, ricevere un'istruzione che permetta loro di accedere a una conoscenza  non ingannevole della realtà e, infine, disporre degli strumenti atti a costruire autonome scelte di vita.
(G. Jervis, Prime lezioni di psicologia)

Le persone continuano a smettere di fumare o di bere, a perdere peso, a curare la propria salute, a creare rapporti affettivi sani, a crescere dei bambini forti e felici, a portare il loro contributo alla comunità e a battersi per una causa - tutto senza intervento di esperti.
(S. Peele, Diseasing of America: How We Allowed Recovery Zealots and the Treatment Industry to Convince Us We Are Out of Control)

La visione fatalistica della condizione umana dà origine a una concezione fortemente deterministica, che porta a sminuire la capacità di prendere in mano il controllo della propria vita e di fare scelte di comportamento consapevoli, la sua espressione più significativa è il concetto di dipendenza, in cui la cultura terapeutica esprime l'idea della debolezza del sé.
(F Furedi, Il nuovo conformismo. Troppa psicologia nella vita quotidiana)

Mi chiamano psicologo. Questo è un errore. Sono piuttosto realista in un senso più alto, cioè descrivo tutte le profondità dell'animo umano.
(F.M. Dostoevskij, "Dal terzo taccuino (1864-65)" in Saggi)

[Cita le opere di Freud e di queste afferma] Ne fui illuminato e sconvolto, la lettura mi lasciò esausto e svuotato, ma ne ebbi in dote una piccola armatura speculativa che non mi ha più abbandonato.
(E. Golino, Poi lessi Freud, in "Riforma della Scuola" n. 7-8, 1986)

Mi è venuto in mente che la psicoterapia è un inutile tentativo di rovesciare l'irreversibile, di districare un groviglio inestricabile.
(P. Cameron, Un giorno questo dolore ti sarà utile)

L'ansia è l'ombra dell'intelligenza.
(H.S. Liddell, psicologo della Cornell University)

La salute è il vuoto che rimane dopo che è guarita la cosiddetta nevrosi.
(R. May)

Lo psicologo è un individuo che, per risolvere i suoi problemi, si finge capace di risolvere quelli altrui.
(A. Morandotti)

Si può affermare che Dante e Cervantes ci insegnano sulla condizione umana quanto i più grandi sociologi e psicologi.
(T. Todorov, La letteratura in pericolo)

[...] il concetto di reazione, [...] trova il suo massimo promotore in Meyer: ogni individuo sottoposto a traumi abbastanza forti può sviluppare una patologia mentale.
(A. Ehrenberg, La fatica di essere se stessi)

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Pagina aggiornata il 26.12.09
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Valentino Sossella