FOLLIA

Norma è il nome di una ragazza che vive a Brooklyn.
(massima dell'antipsichiatria)

Nel mondo sono tutti matti, tranne me e te; ma anche tu sei un pochino strano.
(R. Owen)

Il criminologo non ha nessuna competenza psichiatrica effettiva, osserva la psiche senza avere i titoli per farlo. E anche se fosse, su dieci psichiatri ai quali affidi lo stesso caso, puoi trovare dieci risposte diverse. E tutti quelli che alimentano il circo della morbosità su Cogne spendono, con ingiustificabile sicurezza, delle libere interpretazioni soggettive che possono variare ogni secondo. E quel certo esprimersi assertorio di questi presunti scienziati dell'investigazione psicologica, la dice lunga: questa sicurezza espressiva è proprio un indice di incompetenza.
(U. Galimberti)

Pazzi e intelligenti sono ugualmente innocui. I mezzi matti e i mezzi saggi, quelli sono i più pericolosi.
(J.W. Goethe)

Forse l'uomo normale deve appunto esser stupido.
(F. Dostoevskij, Memorie dal sottosuolo)

Nulla somiglia [...] ad un matto sotto l'accesso quanto un uomo di genio che mediti e plasmi i suoi concetti.
(C. Lombroso, L'uomo di genio)

Trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica di tutte le vostre costruzioni.
(L. Pirandello, Enrico IV)

Basta che lei si metta a gridare in faccia a tutti la verità. Nessuno ci crede, e tutti la prendono per pazza!
(L. Pirandello, Il berretto a sonagli)

Tu hai bisogno di vivere alla grand'aria, come me, e per noi altri infermi di mente e di nervi la grand'aria è la vita di una grande città, le continue emozioni, il movimento, le lotte con sé e con gli altri, se vuoi pur così. Tutto quello che senti ribollire dentro di te irromperà improvviso, vigoroso, fecondo appena sarai in mezzo ai combattenti di tutte le passioni e di tutti i partiti.
(G. Verga, lettera a L. Capuana del 13 marzo 1874)

È ben risaputo che i limitati di mente adorano l'oro dei galloni, gli emblemi del potere, lo scintillio delle divise, si rapiscono nell'esecuzione di: comando-ubbidienza, provano frenetica gioia a essere intima parte di un rito.
(M. Tobino, Gli ultimi giorni di Magliano)

"Dolorosa follia, ho udito la tua implacabile voce per tanti anni, e quanto dolore ci fu tra queste mura. Adesso gli psicofarmaci ti hanno messo la maschera ma io intravedo il tuo ghigno, conosco la tua potenza, e credo che per difenderci da te ci voglia proprio un luogo adatto per te, si chiami manicomio, ospedale, pensione Miramare o pensione Miramonti, un luogo che sia consapevole dei tuoi artigli".
(M. Tobino, Gli ultimi giorni di Magliano)

[Benedict Morel], nella sua opera principale sulle degenerazioni fisiche e morali, Traité des degenerescences physiques et morales humaines, postula che ci sia una "degenerazione", che cresce per generazioni, causata da una vita sbagliata. Nella prima generazione ciò si manifesta con un temperamento nervoso, incapacità morale e dissolutezze, nella seconda con una disposizione a gravi nevrosi, nella terza con disturbi psichici, suicidio e incapacità psichica, e nella quarta con forme di demenza congenita, malformazioni e arresti dello sviluppo. I bambini di quest'ultima generazione, nel caso che raggiungano la pubertà, hanno la malattia del marasma, che Morel chiama dementia praecox, una psicosi con rapido esito nella demenza.
(K. Maurer, U. Maurer, Alzheimer. La vita di un medico la carriera di una malattia)

Oggi è di moda, un andazzo, specie presso i medici giovani, psichiatri innovatori, di sdrammatizzare la pazzia, dichiararla non pericolosa, affermare che non esiste; e non la vogliono riconoscere neppure quando tragicamente si presenta. E se delle volte la pazzia li colpisce proprio sul muso, che è impossibile dire di no, allora ripiegano sulla società, incolpano questa, che è malformata, la società la profonda causa delle malattie mentali.
(M. Tobino, "La sottana rossa" in Per le antiche scale)

I più intelligenti sono continuamente minacciati dalla follia, diceva mio nonno.
(T. Bernhard, Un bambino)

Che dolore per un poeta dovere per vivere curare i matti! Nessuno lo saprà mai.
(M. Tobino, Diario)

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Pagina aggiornata il 26.10.09
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