FOLLIA
Norma è il nome di una ragazza che vive a
Brooklyn. Nel mondo sono tutti matti, tranne me e te; ma anche tu sei un
pochino strano. Il criminologo non ha nessuna competenza
psichiatrica effettiva, osserva la psiche senza avere
i titoli per farlo. E anche se fosse, su dieci
psichiatri ai quali affidi lo stesso caso, puoi
trovare dieci risposte diverse. E tutti quelli che
alimentano il circo della morbosità su Cogne
spendono, con ingiustificabile sicurezza, delle
libere interpretazioni soggettive che possono variare
ogni secondo. E quel certo esprimersi assertorio di
questi presunti scienziati dell'investigazione
psicologica, la dice lunga: questa sicurezza
espressiva è proprio un indice di incompetenza. Pazzi e intelligenti sono ugualmente
innocui. I mezzi matti e i mezzi saggi, quelli sono i
più pericolosi. Forse l'uomo normale deve appunto esser stupido. Nulla somiglia [...] ad un matto sotto l'accesso quanto un
uomo di genio che mediti e plasmi i suoi concetti. Trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? trovarsi
davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete
costruito in voi, attorno a voi, la logica di tutte le vostre
costruzioni. Basta che lei si metta a gridare in faccia a tutti la verità.
Nessuno ci crede, e tutti la prendono per pazza! Tu hai bisogno di vivere alla grand'aria, come me, e per noi
altri infermi di mente e di nervi la grand'aria è la vita di una
grande città, le continue emozioni, il movimento, le lotte con sé e con gli altri, se vuoi pur così. Tutto quello che senti ribollire
dentro di te irromperà improvviso, vigoroso, fecondo appena sarai
in mezzo ai combattenti di tutte le passioni e di tutti i partiti. È ben risaputo che i limitati di mente adorano l'oro dei
galloni, gli emblemi del potere, lo scintillio delle divise, si
rapiscono nell'esecuzione di: comando-ubbidienza, provano frenetica
gioia a essere intima parte di un rito. "Dolorosa follia, ho udito la tua implacabile voce per
tanti anni, e quanto dolore ci fu tra queste mura. Adesso gli
psicofarmaci ti hanno messo la maschera ma io intravedo il tuo
ghigno, conosco la tua potenza, e credo che per difenderci da te ci
voglia proprio un luogo adatto per te, si chiami manicomio,
ospedale, pensione Miramare o pensione Miramonti, un luogo che sia
consapevole dei tuoi artigli". [Benedict Morel], nella sua opera principale sulle
degenerazioni fisiche e morali, Traité des degenerescences
physiques et morales humaines, postula che ci sia una
"degenerazione", che cresce per generazioni, causata da
una vita sbagliata. Nella prima generazione ciò si manifesta con un
temperamento nervoso, incapacità morale e dissolutezze, nella
seconda con una disposizione a gravi nevrosi, nella terza con
disturbi psichici, suicidio e incapacità psichica, e nella quarta
con forme di demenza congenita, malformazioni e arresti dello
sviluppo. I bambini di quest'ultima generazione, nel caso che
raggiungano la pubertà, hanno la malattia del marasma, che Morel
chiama dementia praecox, una psicosi con rapido esito nella
demenza. Oggi è di moda, un andazzo, specie presso i medici giovani,
psichiatri innovatori, di sdrammatizzare la pazzia, dichiararla non
pericolosa, affermare che non esiste; e non la vogliono riconoscere
neppure quando tragicamente si presenta. E se delle volte la pazzia
li colpisce proprio sul muso, che è impossibile dire di no, allora
ripiegano sulla società, incolpano questa, che è malformata, la
società la profonda causa delle malattie mentali. I più intelligenti sono continuamente minacciati dalla
follia, diceva mio nonno. Che dolore per un poeta dovere per vivere curare i matti!
Nessuno lo saprà mai. |
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