FILOSOFIA |
Primum vivere, deinde philosophari. La filosofia è una fatica di Sisifo. E'
sempre un disperato cercare di rispondere a quelle
cinque-sei domande fondamentali [...].Ma è inutile
la fatica di Sisifo? Potrebbe servire a rafforzare i
muscoli... Interpretare, collegare, classificare,
tradurre in simboli sono tutte attività umane,
attività naturali e inevitabili, che noi descriviamo
genericamente e opportunamente come
"pensare". Se un uomo investe in sapienza, nessuno
potrà portargliela via. Un investimento in
conoscenza paga sempre il massimo interesse. Filosofare significa imparare a morire. Povera e nuda vai, Filosofia. Direi volentieri dei metafisici ciò che lo Scaligero diceva
dei Baschi: "Dicono che fra loro si capiscono, ma io non ci
credo". Con quanta rapidità tutto svanisce,
nel mondo la sostanza stessa dei corpi, nel tempo anche il loro
ricordo! Che sono mai tutte le cose sensibili, e soprattutto quelle
che il piacere rende attraenti, il dolore terribili, la vanità
celebri! Come sono vili, spregevoli, sordide, corruttibili e senza
vita! [...] tutto ciò che riguarda il corpo è come un fiume; tutto
ciò che riguarda l'anima, sogno e illusione: [...] Che cosa dunque
resta che ci dia protezione? Unica e sola, la filosofia. La filosofia, come la medicina, dispone di
molti farmaci, poche buone medicine e quasi nessun
rimedio specifico. Non c'è niente di così ridicolo che non
sia stato detto da qualche filosofo. Tutti i mali degli uomini derivano dal fatto che non sanno
stare chiusi nella loro stanza. Vi sono in cielo e in terra, Orazio, assai
più cose di quante ne sogna la tua filosofia. E' proprio del filosofo essere pieno di
meraviglia. Soltanto i propri pensieri fondamentali
possiedono verità e vita, perché soltanto questi si
comprendono a fondo. Ecco, dunque, dove soltanto può essere collocato l'orgoglio
del filosofo: nella coscienza della maggiore intensità delle sue
domande e delle sue risposte. Pensare [...] è sempre filosofare. Le ideologie [...] riempiono la testa della gente e
compromettono una lucida osservazione della vita. Ma era tutta roba politica. E non richiedeva un intelletto
particolarmente acuto. Non c'era neanche bisogno di
"pensare". Lo pseudoscientifico lessico marxista, le
bubbole utopistiche che lo accompagnavano... Somministra quella roba
a una persona rozza e ignorante come Ira, indottrina un adulto non
eccessivamente abituato a far funzionare il cervello col fascino
intellettuale delle Grandi Idee Radicali, inculca in un uomo di
intelligenza limitata, in un tipo eccitabile e rabbioso come Ira...
Ma quello è un argomento che da solo meriterebbe una discussione:
il legame tra l'esasperazione e la mancanza di riflessione. Dobbiamo indagare la verità di una cosa o semplicemente
accettarla sulla base della nostra autorità o dell'autorità degli
altri? Ciascuno conti per uno, nessuno per più di uno. Agisci in modo che la massima della tua volontà possa sempre
valere nello stesso tempo come principio di una legislazione
universale. Dovevo prendere l'abitudine, diceva il nonno, di continuare a
riflettere su un interrogativo irrisolto fino a quando la soluzione
non emergeva da sé, il vantaggio che ne avrei tratto sarebbe stato
certamente maggiore. D’altra parte, il più autentico spirito europeo non è
caratterizzato dal rinnegamento della dottrina biblica, sviluppatasi
da radici sociali e assurta in seguito a verità assoluta, bensì da
un continuo e tormentoso dubitare. La volontà di sradicare il
Dubbio dalle masse è stata matrice di violenza, e ha prodotto quel
connubio di fanatismo e di crudeltà che è stato la nota distintiva
della storia europea. La storia della filosofia mostra che le filosofie, che
sembrano diverse, sono una medesima filosofia in diversi gradi di
svolgimento [...]. La filosofia, che è ultima nel tempo, è il
risultato di tutte le precedenti. [La filosofia] è propriamente nostalgia, il desiderio di
essere a casa. La libertà è ciò che un uomo fa di ciò che hanno fatto di
lui. I Grandi Racconti non funzionano più. Si può vivere bene anche senza filosofia: ma non molto bene. Sarei andato poco d'accordo con Marx perché lo giudico un
uomo dalle vedute corte. Avendo egli esteso la sua analisi a un
troppo breve intervallo della funzione, non la conobbe e sbagliò
l'integrale. Mi resi conto, allora, che l'unico vero collaudo della forza -
del tono muscolare, per così dire - della sanità mentale è la
capacità di sostenere l'urto di un interrogativo dietro l'altro
senza che vi sia neanche l'ombra di una risposta. Non mi interessa scrivere per diletto ciò che altri per
diletto leggerà. Mio obiettivo sono la vita e i problemi umani con
tutti i loro inconvenienti e le loro difficoltà. Abbi il coraggio di servirti del tuo proprio intelletto!
Questo è il motto dell'Illuminismo [...] È così comodo rimanere
minorenni. Se possiedo un libro che ha in mia vece l'intelletto, un
direttore spirituale che detiene in mia vece la coscienza, un medico
che mi prescrive la dieta, ecc., non occorre che io mi affatichi.
Non ho la necessità di pensare, purché possa pagare; altri si
assumeranno il fastidioso compito per conto mio. Solo l'uomo cammina ai confini di ciò che non ha confini, sa
vedere il mistero, ascoltare il silenzio, esperire l'infinito. I filosofi hanno diversamente "interpretato" il mondo,
ma si tratta
di trasformarlo. Più in alto della realtà sta la possibilità. Il mondo intellettuale si divide in due classi: dilettanti
da una parte e pedanti dall'altra. La fenomenologia procede vedendo illuminando, determinando il
senso e distinguendo il senso. In te redi, in interiore homine habitat veritas (Torna in te,
è dentro all'uomo che abita la verità"). Per molto tempo gli uomini sono stati istruiti a fissare gli
occhi al cielo: facciamo ora che li rivolgano verso la terra.
Frastornata da un'inconcepibile teologia, da favole ridicole,
misteri impenetrabili, cerimonie puerili, ora la mente umana dovrà
dedicarsi allo studio della natura, agli oggetti concreti, alle
verità sensibili, alla conoscenza utile. Rimuoviamo le vane chimere
degli uomini, e opinioni ragionevoli si affermeranno da sole, in
quelle stesse teste che si pensava destinate per sempre all'errore. Ho sentito una definizione dell'intellettuale che ho trovato
molto interessante: un uomo che usa più parole di quante siano
necessarie, per dire più di quello che sa. [La cultura è] equilibrio intellettuale, riflessione critica,
senso di discernimento, aborrimento di ogni semplificazione, di ogni
manicheismo, di ogni parzialità. Vi sono infine quegli idoli che sono penetrati nelle menti
degli uomini tramite i diversi dogmi delle filosofie, e anche per
via di false regole di dimostrazione. Li chiamo quindi Idoli del
Teatro, perché tutti i sistemi filosofici che sono giunti fino a
noi mi sembrano altrettanti drammi che rappresentano mondi fittizi,
da loro creati secondo regole irreali, di pura fantasia. E non mi
riferisco solo ai sistemi filosofici ora in voga, o alle filosofie e
alle sette degli antichi; si potrebbero infatti immaginare e
comporre moltissimi altri drammi teatrali di questo tipo, vedendo come
gli errori più diversi possano vere anche delle cause in gran parte
simili. E non mi riferisco solo a interi sistemi filosofici, ma
anche a molti principi e assiomi delle scienze, principi che sono
stati accolti soltanto per ossequio verso la tradizione, per
credulità e per negligenza. Così come le preghiere degli uomini sono una malattia della
volontà, le loro credenze sono una malattia dell'intelletto. Avevo sempre amato le persone che, come suol dirsi,
filosofeggiano, non i "veri" filosofi che avevo incontrato
nella mia vita e che, tutti, non avevano niente a che fare con i
filosofi propriamente detti, mi aveva sempre fatto ribrezzo la loro
filosofia da maestri di scuola, vale a dire le loro ciance
filosofiche. Quella di oggi non è un'epoca di filosofi, tutti
coloro che oggi vengono definiti così sono in verità definiti
così solo in modo errato e completamente fuorviante e altro non
sono che volgarissimi, ottusi, insensibili orecchianti che vivono
tutti, nelle aule universitarie e sul mercato librario, della
pubblicazione di centinaia e migliaia di pensieri stantii di seconda
e terza e quarta mano. Nulla perdura, se non il mutamento. Manuale per gangster. Una vita senza ricerca non merita di essere vissuta. Il nome di Sartre, mi risulta, è associato a una marca di
filosofia da caffè molto di moda. La filosofia avrà coscienza del domani e prenderà partito per
il futuro solo se saprà della speranza, in caso diverso non saprà
più nulla. |
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