Michele Mari, Tu, sanguinosa infanzia, Mondadori, 1996

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copertinaUn'idea percorre il libro di Michele Mari: che l'infanzia sia il periodo più importante della nostra vita. 

Ecco, su quest'idea io sono in disaccordo. Per me l'infanzia è associata alla noia, alla dipendenza, alla voglia di diventare grandi. E trovo più degne d'attenzione altre età della vita. 

Tant'è. Mari ci snocciola in 11 racconti, con grazia e un linguaggio sorvegliato e accurato i luoghi dell'infanzia: i giornalini e la fantascienza, le biglie e i romanzi d'avventura, le canzoni degli alpini e l'orsetto, macchinine, figurine, giardinetti, amori, dolori, rivalità. 

Mirabile il racconto "Otto scrittori", con protagonisti Poe, Melville, Stevenson, Salgari, Conrad, London, Defoe e Verne; una sorta di saggio critico ricco di meditazioni e di spunti interessanti. In "Certi verdini" compare una vera e propria fenomenologia del puzzle. 

Un libro gradevole e non improvvisato, dunque, che non è riuscito, tuttavia, a coinvolgermi più di tanto.

I libri di Michele Mari

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Pagina aggiornata il 23.10.00
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