Michel Houellebecq, Le particelle elementari, Bompiani, 2000

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copertinaQuesto romanzo racconta l'evoluzione di noi esseri umani nelle ultime decadi del secolo.
Le vicende dei protagonisti, infatti, vengono accompagnate da digressioni sociologiche sull'evoluzione storica della societā.
Non mancano le notazioni di biologia, fisica, etologia e interessanti sono i riferimenti letterari e filosofici. I dialoghi discutono di idee come avveniva nei bei romanzi tradizionali.

E' un libro controverso, che, secondo me, vale la pena leggere. Non č una bella narrazione armoniosa, anzi č diseguale e assume spesso i caratteri dell'incubo e del macabro. I protagonisti sono nevrotici, con tratti schizoidi: Bruno, ossessionato dal sesso e dalle ninfette e Michel attratto dalla speculazione razionale, cerebrale forse incarnano gli aspetti complementari del maschio contemporaneo.

Houellebecq coglie inquietudini che scorrono profonde nell'alveo della vita quotidiana ordinata e regolata di tutti.
Materialismo, individualismo, amoralitā minacciano l'Occidente, il suo sviluppo pianificato. Alla fine ci si affeziona ai protagonisti, il cui cinismo sembra dettato dalle circostanze, animati in fondo da un umanesimo romantico, che tenta di fuggire l'infelicitā.

Le particelle squaderna amare, ma fondate intuizioni: la crisi della paternitā, l'orrore della preadolescenza, la competizione tra maschi, psicoanalisi e pratiche terapeutiche alternative, aleatorie quanto superficiali, nel tentativo di tenere lontana la vecchiaia e sostenere identitā incerte. Miti sessantottini completamente in frantumi.

Eppure il lettore non sfugge all'impressione che ci sia del vero nelle analisi di Houellebecq. Mi č sembrato un po' di cattivo gusto l'indulgere eccessivo su suicidi, malattie, morti. Lo scrittore francese conclude il romanzo, prospettando il superamento della specie umana, ormai obsoleta.

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Pagina aggiornata il 23.10.00
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