James Hillman, Michael Ventura, Cento anni di psicoterapia e il mondo va sempre peggio, Cortina, 1998

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copertinaSiamo portati a pensare che la psicoterapia sia uno strumento di cura indiscutibilmente efficace dei nostri disagi psichici.
Lo psicoanalista junghiano Hillman e lo scrittore Ventura scalfiscono questa nostra convinzione stereotipata.

Nonostante il Novecento sia stato il secolo della psicoterapia, una vera e propria industria che può contare su un numero elevato di scuole e terapeuti e su un ricco stuolo di clienti, il mondo non ha smesso di costituire un luogo inospitale: guerre, oppressioni, disastri ecologici, brutti edifici, lavori alienanti. Il paradosso è che la gente è in terapia e il mondo peggiora.

Troppo protesi verso noi stessi e la nostra interiorità, ci dimentichiamo dell'esterno, le cose che non vanno nel mondo.
La terapia psicologica si è trasformata così in una pratica reazionaria, mentre occorrerebbe una psicoterapia rivoluzionaria, agganciata alle cose, al mondo esterno, alla politica.

Tutto forse ha avuto inizio da Cartesio e dai suoi concetti di res cogitans e res extensa, per cui ha valenza positiva solo il nostro interno.
Diamo un'eccessiva importanza alle relazioni personali e familiari e ignoriamo che non esiste più una comunità.

Prevale, nella nostra rappresentazione della psiche, il mito dell'infanzia, per cui quello che siamo è determinato dal bambino che siamo stati, un dogma, quello del Bambino interiore, così tenace da ricordare le rigidità ideologiche delle religioni fondamentaliste.
Viviamo nel mito del cambiamento continuo, ma una parte di noi resta immutabile per sempre.
Ci trastulliamo col mito della crescita continua, mentre in realtà non siamo pomodori o granturco, non cresciamo, possiamo soltanto essere sempre più noi stessi.

Nell'era della ipercomunicazione, telefoni di tutti i tipi, e-mail, fax, siamo in continuo e maniacale contatto; in realtà siamo sempre più soli e ricorriamo a forme di comunicazione del tutto superficiali.
Si sono perse la precisione, l'intensità comunicativa e immaginativa della lettera, dello scambio epistolare.

Questi ed altri concetti sono esposti in questo libro strano, un po' dialogo platonico e un po' intervista, un po' scambio di lettere e un po' conversazione, uscito nel 1992 col titolo dissacratorio di We've Had a Hundred Years of Psychotherapy - And the World's Getting Worse.
Le intenzioni degli autori erano di realizzare un libro sulla psicoterapia che fosse informale, selvaggio, perfino divertente; un libro che rischiasse, che trasgredisse le regole, che passasse col rosso.
Non so se ci sono riusciti, ma si tratta con certezza di un libro assolutamente utile per modificare molti nostri erronei costrutti personali.

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Pagina aggiornata il 07.08.02
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